TRENTO. Un elaborato programma di ricerca e di studio
per inquadrare la seconda Autonomia, le sue dinamiche, le sue criticità , le sue
prospettive di sviluppo, allargato a livello nazionale ed europeo, con tappe a
Roma, Vienna, Bruxelles. Sono le iniziative che per tutto il 2022 racconteranno
i cinquant'anni del secondo Statuto di Autonomia e presentate oggi a San
Michele all'Adige, all'Auditorium della Fondazione Edmund Mach.
"Autonomia è storia. Autonomia è tradizione. Autonomia
è consapevolezza di cosa significhi essere autonomi. Un sentimento, questo che
affonda le radici nei secoli scorsi, perché il nostro territorio aveva ben
presenti i fondamenti dell'Autonomia secoli prima del 1946 e il nostro compito,
come amministratori, è proprio coltivare questa consapevolezza con particolare
riguardo alle giovani generazioni". Così il presidente della Provincia Maurizio
Fugatti ha aperto la presentazione delle iniziative dedicate ai 50 anni del
Secondo Statuto, una presentazione voluta proprio nella sede della Fondazione
Mach, "perché San Michele ha una storia peculiare, strettamente connessa
con il percorso dell'Autonomia del Trentino, oltre ad avere una collocazione
geografica precisa, centrale rispetto alla Regione Trentino Alto Adige, e ad
essere luogo di formazione per centinaia di studenti", sono state le
conclusioni del presidente Fugatti.
E a proposito di ragazzi, in sala c'erano
le classi quarta dell'istruzione tecnica e terza dell'istruzione e formazione
professionale, che stanno seguendo un percorso dedicato proprio ai temi
dell'Autonomia e del Secondo Statuto. Il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder,
nel ripercorrere le tante iniziative di matrice consiliare, portate avanti
grazie anche al supporto dell'Assessorato provinciale all'Istruzione e di
Iprase, ha spiegato come si sia "cercato di valorizzare il percorso di
costruzione dello Statuto di Autonomia, per approfondirne la conoscenza in
particolare fra gli studenti; preservare la nostra Autonomia significa
conoscerla". Kaswalder ha quindi concluso con un appello, quello di
"lavorare per arrivare alla realizzazione di un Terzo Statuto di
Autonomia". Quindi il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto
Paccher ha evidenziato l'orgoglio di essere presenti e partecipi a questa
iniziativa che si propone di "far conoscere ai giovani la nostra speciale
Autonomia, far loro capire che non è una tematica astratta ma è invece
essenziale per il nostro territorio". "È un onore per la FEM ospitare questo evento che
celebra i 50 anni del secondo Statuto di Autonomia" ha evidenziato nel
saluto di apertura il direttore generale Mario Del Grosso Destreri,
spiegando che dal 1874 questo ente ha mantenuto saldo il timone della sua
missione a supporto del territorio per essere motore di innovazione e per
svolgere il ruolo di attivo protagonista dei profondi mutamenti avvenuti.
"Di autonomia in costruzione" ha poi parlato la
sovrintendente Viviana Sbardella, ragionando appunto di un percorso di
continua costruzione dell'Autonomia che, non è un privilegio ma va
"presentata e spiegata ai nostri giovani, i quali devono avere ben
presente le proprio radici e storia per guardare avanti". Il capo Ufficio stampa del Consiglio provinciale Luca
Zanin ha ripercorso le iniziative, dagli incontri fra il Consiglio e le
scuole con oltre 3.000 ragazzi contattati, i laboratori con tre istituti
superiori "Ci pensiamo noi", ma anche la digitalizzazione di tutti i
dibattiti consiliari e di tutti i ddl dal 1972 ad oggi, nonché la mostra fotografica
che sarà ospitata a Palazzo Trentini e un numero speciale estivo di
"Consiglio Provinciale Cronache". Infine il presidente del Comitato Giuseppe Ferrandi,
nell'illustrare il programma complessivo che coinvolge nel corso dell'anno
oltre 150 relatori, ha spiegato come l'Autonomia non debba essere solo
"difensiva ma in grado di rinnovarsi".
