TRENTO. Nel corso
del convegno annuale di APOT, quest"anno dal titolo "AAA: Api, Agricoltura e
Ambiente si è voluto richiamare l"attenzione ai cambiamenti climatici in atto e
all'impatto che questi generano nel mondo delle api e dell"agricoltura; un tema
sensibile, visto che come evidenzia la FAO, tre coltivazioni su quattro
dipendono fortemente dall"impollinazione e che la qualità dei prodotti dipende
in misura importante dall"attività delle api. Ma anche un segnale di allarme
per la biodiversità , dato che le api sono un indicatore dello stato di salute
dell"ambiente.
Il messaggio che è emerso da tutti gli interventi "“ visibili in versione integrale al sito di APOT, www.apot.it - è univoco: il cambiamento climatico in atto ci pone di fronte ad urgenti risposte, e fra tutti i comparti colpiti da questa trasformazione ambientale, quello agricolo è il più esposto.
Ciò significa allora che proprio l"agricoltura sarà il driver trainante cui convogliare risorse e ricerche, attraverso il quale poter affrontare un futuro sostenibile per la sopravvivenza.
L"evento è stato introdotto da Ennio Magnani, presidente APOT Associazione Produttori Ortofrutticoli
Trentini: "Dall"inizio del progetto di informazione sulle attività di APOT e
delle OP Melinda e "la Trentina" sono passati 6 anni e, come ormai
consuetudine, ci incontriamo per dialogare su questo percorso di evoluzione del
modo di fare frutticoltura. Prosegue così quel percorso di "impegno" verso
obiettivi di sostenibilità che cercano di accompagnare ed avvicinare la
frutticoltura verso le istanze dei cittadini e dei territori.
I numeri ci
dicono che stiamo rispettando gli impegni, ma ci suggeriscono anche qualche
riflessione più orientata ad un futuro che dovrà guardare con profonda
attenzione all"organizzazione dell"informazione, all"innovazione tecnologica, all"agricoltura
di precisione ed alla genetica intelligente, come nuovi strumenti necessari per
realizzare il sogno "verde". Oggi parliamo di api, su cui abbiamo aperto un
capitolo di confronto importante proprio per migliorarci. Ma anche noi siamo un
po" come le api, cioè a rischio, ed il confronto quindi deve essere più attento,
equilibrato e rispettoso da parte della società civile e da parte della
politica verso le criticità dell"agricoltura. La Natura, come dico sempre, è il
nostro datore di lavoro. Oggi aggiungo che la sostenibilità è fatta anche di
rispetto, per la Natura e per le persone". L"appuntamento 2022 è stato inoltre l"occasione per presentare attraverso
le parole di Alessandro Dalpiaz,
direttore di APOT, i risultati dei controlli della campagna agraria 2021 ed i
trend dei principali indicatori del progetto di sostenibilità . È emerso un quadro in
significativo miglioramento, ma con alcune aree di residua criticità verso le quali saranno indirizzati gli sforzi di
miglioramento nel prossimo futuro. Tra i risultati ottenuti nel 2021, spiccano
il trend di riduzione dell"impiego di fitofarmaci, che passano da quasi 52
kg/ha nel 2012 a poco più di 30 kg/ha nel 2020 (-42% sul 2012). Nel 2021 è
stato ulteriormente affinato il metodo di calcolo del "rischio" connesso
all"impiego di fitofarmaci, con l"adozione del l"Indice di Rischio armonizzato
(HRI) impiegato a livello comunitario. Anche in questo caso la riduzione è
molto significativa e, fatto 100 il rischio all"anno 2014, le scelte tecniche
introdotte dal sistema APOT in collaborazione con il Centro di Trasferimento
Tecnologico della Fondazione E. Mach hanno portato ad una riduzione dei rischi
associati all"impiego di fitofarmaci di oltre il 43% in sei anni.
Confermati i
confortanti risultati riguardanti la biodiversità dei suoli trentini e la fase
di assestamento del progetto di coltivazione biologica del mele. Molto apprezzato il contribuito apportato dalle storiche cantine
toscane Marchese Antinori, attraverso la testimonianza dell"amministratore
delegato Renzo Cotarella (intervistato
da Roberto Della Casa, docente dell'Università di Bologna e responsabile
scientifico di Agroter) che ha raccontato la storia di questa unica realtà
agricola italiana, che per prima ha saputo cogliere l"importanza del legame con
il proprio territorio: "La nostra logica
imprenditoriale è proiettata alla bellezza, alla qualità , alla comunicazione
emozionale dei luoghi dei nostri vigneti, alle interazioni con il territorio.
Gran parte del valore del vino è emozionale, quindi legato anche al territorio
dove viene realizzato: per questo il territorio deve far parte della
comunicazione. E se il territorio dà tanto all'azienda, l'azienda deve lasciare
tanto al territorio: è una comunione voluta". L"evento è stato partecipato da circa 300 persone, tra il pubblico presente in Teatro "“ in numero
limitato per motivi di sicurezza - e quello collegato via streaming. Regia e
allestimento sono stati curati dall"agenzia Nitida Immagine di Cles.
