TRENTO. I camperisti battono il Comune di Rabbi. Tema della contesa, un"ordinanza che vietava la sosta dei mezzi, secondo il giudice illegittima. Lo ha deciso il Tar di Trento, che ha annullato il provvedimento che istituiva il divieto di sosta per le autocaravan in tutto il comune dalle ore 20 alle ore 6.
"Il Comune di Rabbi - spiega l'associazione nazionale coordinamento camperisti difesa dall'avvocato Marcello Viganò - invece di accogliere la richiesta di revocare l'ordinanza in autotutela d"ufficio in modo da far risparmiare tempo e denaro all"associazione e alla macchina della giustizia, aveva costretto i camperisti a rivolgersi al tribunale del Trentino Alto Adige". E la sentenza del giudice ha annullato il provvedimento e condannato il Comune a pagare le spese legali. "Una sentenza di 26 pagine che è una lezione sul diritto, quindi, utile a tutti i sindaci", commenta l'associazione.
"In definitiva - come affermato da una condivisibile
giurisprudenza con riferimento a una fattispecie identica a quella in
esame (ex multis, Tar valle d"Aosta, 14 febbraio 2022, n.
12,
cit.) - coglie nel segno
l"Associazione ricorrente - dice la sentenza - quando lamenta che il sindaco di Rabbi,
promiscuamente accomunando il divieto di sosta con il divieto di campeggio
abusivo, ha violato l"art. 185 del codice della strada, che disciplina in
maniera differente la sosta ed il campeggio delle autocaravan. [...] Tenuto
conto di quanto precede, il ricorso deve essere accolto e, per l"effetto, si
deve disporre l"annullamento dell"impugnata ordinanza". "Confidiamo che questa lezione di diritto -
conclude l'associazione - induca un sindaco a evitare di emanare ordinanze con
limitazioni alla circolazione e sosta solo per autocaravan: ormai è evidente che si tratterebbe di
un'ordinanza illegittima e, come tale, essendo
trascorsi oltre 30 anni dalla emanazione del Codice della strada e in presenza
di una giurisprudenza continua, sarà da ritenersi passibile
anche di denuncia alla Procura della Repubblica al
fine di verificare se emanata per favorire interessi privati in atti d"ufficio".
