TRENTO. "Il mondo della pesca Trentino è in fermento
per la stagione viste le continue notizie discordanti che giungono alle
associazioni rispetto alla possibilità di immissione nelle acque trentine di
salmonidi diversi dalla trota Marmorata". Lo scrivono la Federazione
Pescatori Trentini, la FIPSAS Sezione Provinciale di Trento e l"Unione
Pescatori Trentini della Magnifica Comunità Val di Fiemme per conto di
tutte le associazioni presenti sul territorio trentino in una lettera
indirizzata alla Giunta e al Consiglio della Provincia di Trento preoccupate
per le conseguenze della norma che vieta l"immissione nelle acque di specie
considerate alloctone come trote fario, iridee, lacustri e lanciano
l"allarme: "Contrariamente a quanto sta avvenendo nelle altre regioni del Nord
Italia, le associazioni della Provincia Autonoma di Trento non hanno ad oggi la
possibilità di immettere le suddette specie nelle proprie acque poiché non è
stato ancora adottato alcun provvedimento dalla parte politica, sebbene
sollecitato più volte". Le associazioni evidenziano, quindi, come "molti sono
stati i confronti avvenuti negli ultimi mesi tra la Provincia e le associazioni
di secondo livello". Nel mese di ottobre 2021, ad esempio, in occasione
dell"incontro con il Comitato Pesca è stato consegnato un documento
sottoscritto da tutte le realtà di pesca (Federazione Pescatori Trentini,
Unione Pescatori Trentini e Magnifica Comunità della Val di Fiemme), attraverso
il quale è stata chiesta una risposta scritta entro novembre, rispetto alla gestione
del pesce definito ora "alloctono" presente nei nostri impianti.
"Ad oggi "“
dicono - non abbiamo ricevuto ancora una risposta e ci troviamo nella totale
incertezza sulla gestione del pesce allevato e già presente in grandi quantità
in tutti gli impianti della Provincia". "Per evitare di trovarci nella condizione attuale "“ scrivono
ancora - già lo scorso anno avevamo sollecitato la predisposizione dell"analisi
del rischio da parte del Servizio Faunistico da sottoporre ad ISPRA, chiedendo
più volte un nostro coinvolgimento nella preparazione del documento, non tanto
per gli aspetti tecnici, ma come diretti conoscitori del territorio, delle
acque e delle specie che le popolano. Il documento è stato al contrario
elaborato in autonomia dal Servizio e sottoposto solo parzialmente alla nostra
valutazione pochi giorni prima del previsto invio a ISPRA (14.03.2022). Abbiamo
motivo di ritenere che i contenuti non siano confacenti a una corretta gestione
delle acque rispetto alle previsioni della Carta Ittica e dei Piani di
Gestione vigenti. Dello stesso avviso sono gli organi tecnici e politici
della Provincia, pertanto abbiamo chiesto una rivisitazione urgente del
documento. Sembrerebbe che sia stata finalmente recepita l"importanza del
nostro coinvolgimento nella stesura del documento, ma abbiamo di fatto perso
mesi preziosi che sicuramente per il 2022 comprometteranno la stagione di
pesca". Cosa che, dicono ancora i pescatori, avrà gravi conseguenze ambientali,
etico sociali, sportive e turistiche, economiche e occupazionali. Per rafforzare la richiesta di addivenire a una soluzione,
le associazioni quindi fanno il conto economico di quanto vale la pesca
sportiva in Trentino: circa 40.000 giornate di pesca, costo unitario
stimato € 130/cadauna sommano a € 5.
200.000; circa 10.000 soci moltiplicato per
un costo medio del permesso annuale pari a € 120 sommano € 1.200.000; acquisto
da impianti consociati Astro di materiale ittico per circa € 1.000.000; -
organizzazione e indotto campionati organizzati dalla FIPSAS provinciale e
nazionale € 1.000.000 per un totale della considerevole cifra di €
8.400.000/annui. Alla Provincia si chiede pertanto di confermare da subito
l"applicazione della Carta Ittica fin quando non vengano identificate dal
tavolo di lavoro nazionale le specie alloctone e autoctone riferite al
territorio provinciale. Al Consiglio Provinciale si chiede di impegnare la
Giunta Provinciale ad approvare urgentemente un documento che consenta
l"immissione delle specie indicate nella Carta Ittica e nei Piani di Gestione e
in generale una risposta immediata e scritta rispetto alla gestione del
materiale giacente negli impianti delle associazioni, al fine di scongiurare la
moria di un considerevole numero di materiale di pregio. Altrimenti,
concludono, "laddove perdurasse l"attuale impossibilità di immissione nelle
acque in concessione, ogni Associazione valuterà se continuare o meno nella
coltivazione delle acque e nella gestione degli impianti ittiogenici non
solo delle specie oggi definite alloctone ma anche della marmorata. Verrà
inoltre fatta nel breve periodo una valutazione unitaria in merito
all"eventualità di sospendere la pratica della pesca in tutto il territorio
provinciale, al fine di tutelare le popolazioni attualmente presenti nelle
nostre acque sino all"emissione di un provvedimento che consenta l"introduzione
di materiale ittico".
Attualità
L"ultimatum dei pescatori: «Se non si trova una soluzione, smetteremo di occuparci della gestione delle acque e degli impianti ittiogenici»
Le associazioni scrivono al governo provinciale: «Il divieto nazionale di immissione delle trote fario incide su un settore che in Trentino vale quasi 8,5 milioni»
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