TRENTO. Concessioni idroelettriche in gara protagoniste del question time stamattina in consiglio provinciale. Alessia Ambrosi (Fratelli d"Italia) ha chiesto alla Giunta di conoscere le ragioni della volontà di mettere a gara le concessioni idroelettriche, contrariamente sia alle norme che alla volontà manifestate dagli altri stati membri dell"Unione Europea.
L"assessore Mario Tonina, condividendo l"esigenza di salvaguardare l"utilizzo dell"acqua del Trentino a fini idroelettrici da speculazioni o cattive gestioni avulse dal nostro territorio, ha ricordato il suo intervento durante le audizioni della decima Commissione del Senato sul ddl sulla concorrenza.
Ddl che
contiene una norma riferita alle concessioni idroelettriche, su cui è stato
proposto un emendamento volto ad allineare le scadenza previste dallo Statuto
speciale del Trentino Alto Adige in materia di concessioni di Gdi, con quelle
previste dall"ordinamento nazionale e fissato al 31 luglio 2024. Tonina ha
ricordato di aver spiegato alla Commissione del Senato le ragioni per cui
questo termine è eccessivamente ravvicinato.
Proseguendo, ha spiegato che
tenuto conto del mutato quadro anche europeo volto a concretizzare un piano di
disponibilità di energia elettrica meno dipendente da fonti esterne all"Ue e
più orientato ad un mix di generazione di energia da fonte rinnovabile, a
livello nazionale si dovrebbe privilegiare una rimodulazione in aumento delle
attuali durate delle concessioni idroelettriche a fronte dell"implementazione
da parte degli operatori di piani di investimento straordinari che potrebbero
incrementare la vita tecnica utile di questi asset (destinati ad entrare nel
patrimonio pubblico regionale e provinciale alla scadenza delle concessioni
stesse) e migliorare l"inserimento ambientale degli stessi con indubbie
ricadute positive sui territori anche in termini economici e occupazionali. Nel caso
della Provincia "“ ha proseguito Tonina "“ la rimodulazione richiesta potrebbe
essere oggetto di "rinegoziazione dei rapporti concessori" delle concessioni vigenti.
Questo "“ ha aggiunto l"assessore "“ anche tenuto conto del ruolo svolto da
Dolomiti Energia che ha prodotto ricadute sul nostro territorio.
Quindi la
Provincia propone una riassegnazione delle concessioni che, pur nel rispetto
dei principi europei di libero mercato, favorisca o comunque non ostacoli nel
breve-medio periodo lo sviluppo e il potenziamento delle infrastrutture
energetiche in Trentino. Le strutture provinciali sono in ogni caso tenute in
questa fase a dare piena attuazione al quadro normativo vigente, a partire
dall"articolo 13 dello Statuto di autonomia e dalla relativa disciplina
provinciale, laddove la riassegnazione prevede modalità anche diverse dalla
gara e volte ancor più alla valorizzazione di profili di tutela ambientale e
territoriale. La consigliera Ambrosi ha replicato che la centrale di Vermiglio era stata data alla comunità locale come
ristoro dai danni subiti nell"ultima guerra mondiale. Sarebbe quindi grave
mettere a gara la concessione per la gestione di una centrale come questa.
