LAVIS. Lazzera alla riscossa. Una Lazzera viva e colorata, dopo due anni di stop causa pandemia, quella che ha movimentato le vie della borgata ai piedi della Valle di Cembra. Circa 350 i banchetti che hanno esposto merci di ogni genere. Molti i visitatori, parecchi dei quali arrivati dalla Bassa Atesina e anche più su. "Dopo due anni di stop "“ afferma il sindaco Andrea Brugnara "“ la nostra sagra paesana è tornata ed è stato un successo. Siamo molto contenti dell'afflusso di visitatori e mi risulta lo sono stati anche i tanti espositori. Ci ha fatto piacere constatare che almeno un quinto dei visitatori sono arrivati dall'Alto Adige.
Grande successo hanno avuto anche le giostre messe nell'ex piazzale Trento-Malé e l'Agrifiera, la fiera agricola che ha visto un grande numero di visitatori". La Lazzera è sicuramente, dopo quella di San Giuseppe a Trento, la più importante fiera-mercato-sagra del territorio provinciale. Non solo, con i suoi 300 anni di storia è anche la più antica manifestazione fieristica del Trentino.
Prende originariamente il nome dall"antico casale del Comune di Meano, distretto Giudiziale di Lavis e Capitanato di Trento, costituito da un gruppo di case che formavano una contrada vera e propria (l"attuale frazione di San Lazzaro) situata nei pressi del ponte sul torrente Avisio.
Attorno alla chiesetta di San Lazzaro veniva allestita la fiera legata all"avvio della primavera. I contadini si davano appuntamento per approvvigionarsi del necessario per l"imminente stagione nei campi. Già verso il 1700 la fiera-mercato veniva tenuta a Lavis e contemporaneamente anche a San Lazzaro. La fiera si è ingrandita sempre di più abbracciando tutta la borgata da Piazza Loreto fino in fondo a via Rosmini. Un successo che di anno in anno di è consolidato e che quest'anno, dopo due anni nei quali la Lazzera non si è potuta svolgere causa Covid 19, è ritornato puntuale.
