TRENTO. Dal 29 aprile all"8 maggio Trento diventa la capitale internazionale del cinema e delle culture di montagna: oltre 120 film in programma e più di 150 appuntamenti per un programma che tornerà ad animare tantissimi luoghi della città .
Tra gli ospiti Brunello Cucinelli,
Reinhold Messner, Hervé Barmasse, Tamara Lunger, Mauro Corona, Laura Rogora,
Paolo Cognetti, Paolo Nespoli e i Marlene
Kuntz. Il Festival si apre con l"anteprima assoluta del restauro di Italia
K2, realizzato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di
Cinematografia e Cineteca del Cai.
Il Trento Film Festival compie settant"anni e lo fa nel migliore dei modi:
riabbracciando il pubblico e invitandolo a tornare al cinema, a teatro, al
padiglione di MontagnaLibri e nei tanti luoghi della città che dal 29 aprile
all"8 maggio saranno animati dalle proposte del più longevo festival
internazionale di cinema e culture di montagna.
Ieri a Milano è stato presentato il programma di un"edizione speciale, dopo due
anni condizionati dalle limitazioni della pandemia.
All"incontro hanno partecipato il Presidente generale del Cai, Vincenzo Torti, il presidente e la direttrice della rassegna, Mauro Leveghi e Luana Bisesti, e il responsabile del programma cinematografico Sergio Fant. Presente anche l"assessore provinciale Mirko Bisesti.
«Abbiamo stretto i denti, in questi due anni, innovando forme e contenuti della nostra programmazione e reinventandoci con coraggio: ora siamo pronti a ripartire, facendo esperienza di quanto abbiamo imparato, sempre più consapevoli che il Festival ha bisogno del suo pubblico. Ci "sdigitalizziamo" un po", per tornare a guardarci in faccia, a stringerci la mano, a dialogare e confrontarci dal vivo» ha detto il presidente del Festival, Mauro Leveghi.
«Nel 1952 un gruppo di pionieri ebbe una visione, quella di far nascere a Trento una rassegna internazionale di cinema di montagna, uno dei primi festival di cinema in Italia. Lo fecero in un contesto difficile, a pochi anni dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, in un territorio piccolo e periferico, all"epoca persino povero, ma ricco di grandi risorse sociali, civili e culturali. Settant'anni di storia sono una grande responsabilità , ma è proprio lo sguardo lungo di quei pionieri che ci fa andare avanti con entusiasmo e orgoglio».
Il programma completo è disponibile da su www.trentofestival.it
