PREDAIA. È la prima sperimentazione mai realizzata in questo campo. Le prime 160 forme di formaggio duro simbolo dell"eccellenza trentina, il Trentingrana, riposeranno per un anno nel cuore della montagna, all"interno delle grotte ricavate dalle immense cave di Dolomia messe a disposizione dal Gruppo Miniera San Romedio. Poco più in là si trovano le celle di conservazione delle mele Melinda e la cantina dello spumante Altemasi Trentodoc di Cavit.
Tutti prodotti di vertice dell"agricoltura trentina cooperativa che «dimostrano la volontà di lavorare insieme "“ ha commentato il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni "“ e la capacità di guardare avanti anche in questo momento di grande difficoltà . Il Trentino si fa laboratorio guardato con interesse anche da altri territori, e la cooperazione saprà mettere a frutto le esperienze passate per declinarle al futuro».
«Un progetto fortemente voluto dal Consorzio per la salvaguardia del territorio che, nell"utilizzare in maniera sostenibile la nostra montagna, mira alla tutela dell"ambiente epigeo, rafforza la sinergia tra realtà agroalimentari trentine con il Gruppo Miniera San Romedio e dà un impulso innovativo al "rispetto" che da sempre definisce e contraddistingue il nostro modo di produrre formaggi» "“ ha affermato Stefano Albasini, presidente di Trentingrana Concast, Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini che ha aperto stamani la cerimonia ufficiale di avvio del progetto sperimentale. «Risparmiamo suolo e valorizziamo il sito minerario», ha affermato la responsabile marketing del Consorzio Anna Rizzi.
Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, nel fare i complimenti
e gli auguri per il buon esito dell"iniziativa, ha ricordato le tante tematiche
aperte per i diversi settori economici coinvolti: «la costante collaborazione
con la cooperazione è importante per l"economia del nostro territorio. Questa
bellissima iniziativa è un laboratorio di sperimentazione che oggi ha un valore
ancora maggiore di fronte all"attuale crisi energetica: il Trentino riesce a
guardare oltre anche rispetto a queste problematiche e i grandi player del
nostro Trentino agricolo hanno dimostrato di saper mettere insieme le proprie
eccellenze in un"ottica di sostenibilità economica ed energetica». Mario Tonina,
vicepresidente della Provincia autonoma e assessore all"ambiente e alla
cooperazione ha sottolineato come «in un momento di grande difficoltà per il
comparto iniziative come questa vanno nella giusta direzione, poiché il
risparmio energetico è l"elemento che pesa maggiormente per coloro che si
occupano di attività economiche.
La presenza significativa della Giunta
provinciale qui oggi conferma il sostegno al vostro settore: crediamo nelle
iniziative innovative, che hanno attenzione alla sostenibilità e all"ambiente. Lo
dimostrano anche le azioni politiche portate avanti in questi anni, a
cominciare dalla Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile». Per Giulia Zanotelli, assessore
all"agricoltura, «in questo progetto sperimentale, che si affianca al percorso
già avviato da Melinda e da Cavit, emerge l"obiettivo del nostro territorio di
coniugare prodotti di qualità , risparmio energetico, sostenibilità ambientale e
sostenibilità economica. Possiamo guardare a questa iniziativa come ad un nuovo
esempio che va nella direzione della realizzazione in Trentino dei distretti
del cibo, iniziative sulle quali la Giunta punta per rafforzare il legame tra
turismo e agricoltura, assieme alla promozione della qualità ». Trentingrana in
grotta, il progetto Per ora sono state allocate 160 forme di Trentingrana
che, da oggi, riposano all"interno della montagna. Una fase sperimentale che
precorre un progetto di conservazione e stagionatura ipogea per circa 30 mila
forme di Trentingrana che, il Consorzio, svilupperà in collaborazione con il
Gruppo Miniera San Romedio, che ha scelto di ottimizzare i propri scavi nell"ottica
di una progettualità legata alla conservazione in ambiente ipogeo, in
condizioni di microclima controllato, di prodotti alimentari e non. La miniera
di dolomia del Gruppo Miniera San Romedio vanta oltre 80 ettari in superficie
e, nel sottosuolo, una fitta rete di gallerie e cunicoli scavati per l"attività
estrattiva della roccia dolomia pura, utilizzata nei prodotti del brand/marchio
e particolarmente indicata al restauro di pregio e alla bioedilizia. Qui le
gallerie sono scavate e prendono forma in sinergia con altre realtà del
territorio per predisporre i vuoti minerari allo stoccaggio e conservazione di
prodotti, offrendo una seconda vita agli spazi in ipogeo in un"ottica di
rigenerazione dell"esistente, ma anche di preservazione del territorio di
superficie: la sintesi perfetta di una economia circolare che fa del Trentino
un esempio tra i più virtuosi nella realizzazione di una vera e propria
"cultura circolare e sostenibile" tra le imprese e i produttori locali.
Le
condizioni delle grotte, inoltre, rappresentano un presupposto ideale per
ridurre i consumi di energia: l"ammasso roccioso è un isolante naturale le cui
proprietà termiche aumentano con il tempo, a differenza di quanto accade per i
magazzini tradizionali, e l"ambiente sotterraneo non è soggetto ai picchi di
temperatura che si verificano nei periodi estivo e invernale (la temperatura in
sotterraneo è costante durante tutto l"anno ed è pari a circa 12 gradi). «La temperatura normale di stagionatura è di
circa 16-18 gradi, che verranno raggiunti attraverso un sistema di
riscaldamento a pompe di calore», ha informato il responsabile tecnico del
progetto ing. Lorenzo Berloffa. Si prospetta dunque un risparmio di energia nel
raffreddamento e riscaldamento dei magazzini di stagionatura tradizionali, che
potrà essere verificato e quantificato nel corso della sperimentazione. Il Consorzio, che mette il rispetto al centro di una
filosofia condivisa tra tutti gli allevatori e caseifici aderenti, a cominciare
dal rispetto per il territorio, ha quindi avviato la sperimentazione partendo
dal suo prodotto di punta, Trentingrana, il formaggio Dop a pasta dura dalla
fragranza e dalla dolcezza inconfondibili, "dono" delle vallate trentine e
realizzato solo con latte di montagna da mucche nutrite secondo natura, con
un"alimentazione a base di fieno, erba fresca e alimenti zootecnici
rigorosamente NO-OGM e priva di insilati. Un formaggio completamente naturale che
ancora oggi è prodotto nel rispetto della tradizione, seguendo i ritmi lenti
imposti dalla lavorazione classica. «La sperimentazione di Trentigrana in una cava ipogea è
la prima in assoluto per un formaggio DOP del nostro segmento: si tratta di un
progetto ambizioso, perché alla conservazione del prodotto si combina la sua
stagionatura, la fase più delicata ed essenziale che porta alla maturazione del
formaggio e quindi alla formazione di quell"equilibrio organolettico di sapori
e profumi che conferiscono unicità al nostro Trentingrana» "“ sottolinea Federico Barbi, direttore commerciale
del Gruppo Formaggi del Trentino, l"anima commerciale del Consorzio.
