Ora è papa Francesco che in modo inaspettato e nuovo, convoca un concistoro (cioè un incontro di tutti i cardinali) per la fine di agosto. Non è certamente per eleggere un nuovo papa, non è un conclave, dal momento che l"attuale non sembra intenzionato a dimettersi, anche se una legge sulla rinuncia e sullo status del pontefice emerito sembra essere pronta. I cardinali si incontreranno per creare una certa socialità , per conoscere anche i nuovi, confrontarsi su vari problemi, fra i quali la nomina di laiche e laici a incarichi importanti di curia. Sarebbe davvero un bel segno se questa "ascesa" dei laici fosse finalmente il riconoscimento che tutti i battezzati hanno responsabilità nella vita della chiesa e possono di fatto partecipare alla missione che è di tutti: annunciare il Vangelo e tracciare strade per vivere la fede.
Non c"è dubbio che questa volta i cardinali saranno obbligati a parlare anche di dottrina. Da anni si va ripetendo, per difendere Francesco dai reazionari, che egli «non tocca la dottrina», ma la pastorale. Come se tutto deve rimanere immobile, sempre uguale anche nei casi in cui ciò che si insegna è incomprensibile, o senza chiedersi perché nessuno lo ricorda e lo vive più. Questa volta si parlerà di magistero e del "balzo in avanti" come disse papa Giovanni, che il Concilio voleva fare e fece. E si potrà capire se la Chiesa è ancora convinta che il Vaticano II la può portare verso decisioni non rinviabili e magari un futuro Concilio che le affronterà .
