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Un focolaio scoperto in Trentino. A Vermiglio percentuale di positività al 23,61%

Disponibili i risultati dell'indagine epidemiologica

Un focolaio scoperto in Trentino. A Vermiglio percentuale di positività  al 23,61%

Il rapporto quotidiano dell"Azienda provinciale per i servizi sanitari oggi parla di 6 nuovi casi positivi al Covid 19. Ma 5 di questi, a Predazzo, hanno un unico filo conduttore.

Appartengono cioè ad un gruppo di kossovari sui quali sta effettuando uno stretto monitoraggio l"Apss. Si tratta di una vicenda iniziata il 17 giugno scorso quando un operaio è rientrato in Trentino dopo un soggiorno nel suo paese d"origine.

È la stessa azienda sanitaria che sta verificando se tale rientro è avvenuto nel rispetto dell"obbligo di comunicazione e successivo isolamento per 14 giorni. "Una misura fondamentale quest"ultima - ha spiegato Antonio Ferro - perché chi non la segue, ritenendo di non essere ammalato, espone incautamente a rischio tutte le persone con cui viene a contatto.

Cosa che a quanto pare deve essere avvenuta perché il soggetto in questione si è sentito male il 21 giugno, è risultato positivo al tampone, come pure due suoi contatti stretti nel frattempo sottoposti ad accertamenti dalle autorità sanitarie".

L"indagine epidemiologica è in corso ed oggi infatti sono stati riscontrati altri 5 positivi, tutti presenti ad un ritrovo di questa comunità organizzato la sera del 21 giugno scorso.
Uno dei kossovari si trova ricoverato in ospedale, pertanto oggi il numero di ricoveri Covid sale a 2.

Intanto, sono disponibili i risultati dell"indagine condotta nei 5 comuni più colpiti dalla pandemia. A Vermiglio si è rilevata una percentuale di positività del 23,61%.

Le analisi statistiche attualmente in corso permetteranno di correlare il dato sierologico con sintomatologia, positività al tampone molecolare, eventuale presenza di cluster localizzati. Seguiranno valutazioni ulteriori per stabilire se questi anticorpi hanno capacità neutralizzante su cellule in vitro e per il secondo prelievo previsto dopo 4 mesi la persistenza degli anticorpi nei soggetti risultati positivi.

Lo scopo sarà quello di meglio comprendere le caratteristiche epidemiologiche e fornire fondamentali informazioni per lo sviluppo di strategie mirate alla sanità pubblica.

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