CROVIANA. Una cinquantina di persone si sono riunite ieri
pomeriggio lungo le rive del fiume Noce per partecipare alla manifestazione "Ci
vogliono rubare"¦ il rumore die fiumi" promossa in 12 località del Trentino dal Comitato
permanente di difesa delle acque del Trentino. Gli attivisti hanno voluto così
riportare l"attenzione sulla gestione delle acque trentine in un momento particolarmente
delicato e complesso segnato dai cambiamenti climatici in atto e dal costo dell"energia
in continua crescita. In tutti i siti è stato letto in contemporanea un
manifesto comune sul perché dell"iniziativa. A Croviana, la lettura è stata
affidata a Luca Scaramella, referente del Comitato di salvaguardia del fiume
Noce. Di seguito il testo integrale:
"L"estate di quest"anno è stata estremamente siccitosa. Con una certa apprensione, per settimane abbiamo scrutato il cielo e controllato i bollettini meteorologici in attesa di veder scendere la pioggia. Ebbene, abbiamo iniziato a prendere atto che l"ansia climatica si è già guadagnata di diritto un posto all"interno del nostro vocabolario emotivo, sia esso personale o collettivo. Da almeno un decennio a questa parte abbiamo imparato a riconoscere gli effetti del cambiamento climatico e ci siamo spinti a immaginare, chi con più coraggio, chi con atteggiamento molto più scettico e conservativo, gli scenari di un futuro che si fa sempre più vicino, ma che ci appare ormai del tutto ineludibile. Familiarizzare con questo tipo di subdolo disagio non è per nulla semplice. Faccio abbastanza? Qual è la mia responsabilità ? Quale direzione sta prendendo la nostra società su queste tematiche? Gli interrogativi si affollano nella nostra mente e non di rado, approfondendo il ragionamento, ci si ritrova sempre più rabbiosi e rassegnati. Sta a noi trasformare questa energia in azione di denuncia e proposta.
Se oggi di fiumi si riparla tanto proprio dopo questa estate non è dunque solo per interesse, ma anche per un certo sano terrore di non farcela - come comunità , come specie -. Rispondendo alla paura ci rivolgiamo a soluzioni immediatamente disponibili e in qualche caso violente (sbarriamo, tagliamo, imbrigliamo), mancandoci il coraggio di tentare idee innovative ma confermate dalla scienza che sono l'opposto di quanto abbiamo sempre fatto.
Guardare al futuro con lucidità e cogliere le
opportunità nelle crisi non può essere solo una virtù, ma la norma
richiesta a qualsiasi decisore politico adatto al nostro tempo, oltre che a noi
stessi.
La vita delle nostre Alpi dipende dall"acqua, sembra quasi un"ovvietà
dirlo, eppure non ci sembra affatto ovvio rimarcare, oggi più che mai,
l"assoluta essenzialità di una risorsa fragile, sempre meno abbondante, i cui
equilibri vengono messi a dura prova dall"azione dell"uomo e dalle sue micro e
macro conseguenze. Quello che vogliamo pronunciare a pieni polmoni è un monito
che ci metta in guardia dalla insensata e reiterata cupidigia della nostra
specie, dalla sua volontà di sfrenato colonialismo ambientale. Abbiamo
deciso di organizzare questa manifestazione per riportarci e riportare ad un
contatto diretto ed emotivo con l"acqua attraverso una delle caratteristiche
peculiari dei nostri torrenti: il loro suono. Il rumore dei fiumi non è solo un
elemento uditivo. Esso è perfetta sintesi di tutte quelle funzioni
ecosistemiche che i fiumi avrebbero la possibilità di esprimere pienamente, se
noi umani glielo lasciassimo fare. Il rumore dei fiumi, là dove
riusciamo a sentirlo, ci indica, ad esempio, che c'è una discreta quantità di
acqua in alveo. I prelievi e le derivazioni tolgono acqua dal nostro sistema
fluviale e questo impoverisce enormemente la potenza rigeneratrice e di
depurazione dell"ecosistema. Siamo stufi di vedere costantemente disattese le
normative inerenti il Deflusso Minimo Vitale e attendiamo con ansia che
venga applicato nella maniera più stringente possibile il nuovo concetto di
Deflusso Ecologico. Sui rilasci, gli strumenti di controllo e sanzione sono
ancora insufficienti. Non possiamo mai più permetterci di far andare
completamente in secca rii e torrenti. Stiamo mettendo pesantemente mano a
sistemi molto fragili. Le esigenze di utilizzo delle acque sono ovviamente
normate e definite, ma non dobbiamo mai dimenticarci dell"impatto in termini
assoluti delle nostre azioni ecologicamente non compatibili. Il rumore dei fiumi rimanda anche al valore sociale di
questa risorsa. Un fiume che scorre è un fiume sulle cui rive si crea comunità ,
si intessono relazioni, si rafforza il tessuto collettivo della nostra
democrazia.
Il valore estetico, sonoro, ricreativo e sportivo delle nostre
acque non è qualcosa di secondario e marginale. Esso è di vitale importanza per
la società trentina, perché aiuta a mantenere vivo un rapporto diretto e non
mediato con il territorio fisico delle nostre valli alpine. Nel rumore dei
fiumi si fondono così il concetto di benessere psicologico e benessere fisico.
Un intreccio che ci dice della nostra ineludibile appartenenza ad un mondo naturale
di cui siamo, come specie umana, parte integrante. La presenza del rumore dei fiumi oggi dimostra che quel
rapporto tra noi e l'acqua non è ancora del tutto spezzato, e può essere
recuperato: deve essere recuperato, se non vogliamo soccombere alla nostra
avidità . Per tutte queste ragioni: â— Diciamo NO! a nuovi prelievi idrici e derivazioni a
scopo idroelettrico. â— Diciamo NO! ad interventi invasivi su alvei e fasce
riparie, protocolli di intervento ampiamente superati dal punto di vista della
ricerca scientifica. â— Diciamo NO! a politiche provinciali che escludono la
cittadinanza dai processi decisionali sull"acqua, bene comune. â— Diciamo SI! ad interventi di riqualificazione fluviale
indirizzati alla funzionalità ecologica dei corpi idrici. â— Diciamo SI! all"art. 9 della Costituzione Italiana in
cui è scritto che lo Stato "Tutela l"ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi,
anche nell"interesse delle future generazioni". â— Diciamo SI! agli investimenti indirizzati alla ricerca
e allo sviluppo di sistemi di produzione di energie rinnovabili diverse
dall"idroelettrico. L"invito ora è quello di ascoltare il rumore delle acque
che scorrono davanti o sotto di noi. Lo faremo per circa un minuto. Un atto
simbolico di silenzio dell"uomo, perché sia il fiume, finalmente, a parlare
attraverso il suo rumore".
