TRENTO. La
valle di Non rilancia la questione della sua ladinità , chiedendo espressamente
al Consiglio provinciale di occuparsene e dare un segnale alla popolazione,
desiderosa di ricevere finalmente un segnale di riconoscimento d'una realtà
culturale e linguistica ormai assodata. Ieri pomeriggio dal presidente Walter Kaswalder si sono recati il
coordinatore dei Consigli comunali trentini Paolo Piccoli, la presidente del Consiglio comunale di Villa
d'Anaunia Alessia Odorizzi e il
collega di Novella, Fabrizio Paternoster.
Obiettivo: consegnare al parlamento dell'autonomia il testo delle mozioni
approvate da ben 16 Consigli comunali delle valli del Noce.
Questi testi
rivendicano esplicitamente l'appartenenza di una rilevante parte della
popolazione al ceppo della ladinità retica, ricordano gli eloquenti risultati
del censimento 2011 (100 mila e 100 le dichiarazioni di ladinità nonesa),
rammentano che è ormai alle viste il prossimo rilevamento generale della
popolazione. Si invoca pertanto un passaggio in Commissione dei 12 per
addivenire infine a un decreto legislativo in grado di fare della ladinità
nonesa un dato anche giuridicamente riconosciuto.
Il presidente Kaswalder ha
garantito che porterà il tema all'attenzione della Commissione legislativa
competente, riconoscendo che i requisiti per porre seriamente la questione a
livello istituzionale ci sono, nonostante le note difficoltà e
resistenze.
Attualità
Valli del Noce: mozioni per la ladinità retica
Consegnate al presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder le mozioni approvate da 16 comuni delle valli del Noce
