TRENTO. Il Consiglio provinciale ha approvato all"unanimità il ddl Zeni (Pd) che ha come obiettivo il riconoscimento dei musei etnografici. Il ddl sui musei etnografici va così a dare dignità a delle realtà che, come ha ricordato il consigliere Luca Zeni (Pd) in aula, "hanno alle spalle una storia di volontariato, ma che oggi hanno raggiunto ottimi livelli formativi e sono determinanti per il mantenimento dell"identità e della storia popolare".
Il ddl nasce quindi dalla necessità di dare continuità a questi musei e di costruire una rete per potenziare ricerca e didattica e stabilisce che la Pat riconosce i musei etnografici prodotti da enti locali, associazioni e privati che mirano a conservare antichi saperi, le varie forme delle culture popolari integrandoli nella rete dei musei.
È stato poi approvato il ddl 138/XVI sulle attività culturali proposto dall"assessore Mirko Bisesti, che integra e rinnova gran parte della normativa del 2007 (la cosiddetta "legge Cogo").
Il provvedimento ha ottenuto 24 voti a favore e 4 di astensione (Zanella di Futura oltre a Manica, Maestri e Zeni del Pd). I "sì ì" al ddl sono arrivati anche da alcuni esponenti di minoranza (Marini del Misto-5 Stelle, Degasperi di Onda, Demagri e Dallapiccola del Patt e Rossi del Misto-Azione). La proposta va nella direzione del rafforzamento del settore culturale. Uno dei cardini è il passaggio nelle valutazioni della Pat dalle qualifiche degli enti a quella dei progetti culturali attraverso un modello che sposta la valutazione dalla quantità alla qualità e che è stato condiviso dal mondo culturale.
Altro aspetto importante, l"assetto del settore museale, ossatura portante del sistema culturale: i musei infatti sono tasselli importanti dell"offerta e la promozione del territorio. Per questo nel ddl si prevede il Cmt, il Consiglio museale trentino, che rafforza il coordinamento e la possibilità di promuovere il sistema culturale trentino in modo coordinato, facendo squadra.
