È con una lunga lettera aperta che Romano Masé ha motivato le dimissioni da dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Foreste e Difesa del suolo e da responsabile del Corpo forestale provinciale rassegnate ieri al presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Di seguito il testo integrale della missiva, che ha per oggetto « M49: occasione di Responsabilità e di Rispetto».
Quanto è accaduto nella giornata di ieri (lunedì 27 luglio, nrd), con la fuga di M49 dal recinto del Casteller, rappresenta, al di là di tutte le possibili argomentazioni tecniche, un fatto rilevante che, ancora una volta, crea l"occasione per gettare discredito nei confronti della Provincia Autonoma di Trento e della Struttura che mi onoro di dirigere.
Fa davvero male vedere il Trentino, l'Amministrazione per la quale ho lavorato per più di 30 anni e il gruppo di lavoro con il quale ho condiviso una lunga esperienza professionale tacciati di essere, da un lato, "assassini degli orsi" e, dall"altro, di inerzia, di incompetenza, di impreparazione e di superficialità .
Di fronte a questo, può consolare solo parzialmente il fatto che gli esperti internazionali nella gestione dei grandi carnivori (mi riferisco, ad esempio, al Bear Specialist Group della IUNC Species Survival Commission), ai quali facciamo riferimento a supporto delle nostre principali scelte operative, abbiano sempre riconosciuto e continuino a riconoscere la qualità , la competenza e la professionalità nella gestione di un progetto unico a livello europeo e tra quelli più ambiziosi e di successo a livello internazionale.
In tutti questi anni ho condiviso l'impegno, la passione,
la dedizione e l'attaccamento messi in campo, giorno e notte, dagli operatori
dell"Organizzazione forestale e del Corpo Forestale.
Ho condiviso le loro
preoccupazioni ed il loro sforzo nel perseguire l'interesse pubblico generale
e, nello specifico, l'interesse della nostra Terra, per trovare un giusto punto
di equilibrio e di convivenza con una specie importante come l'orso bruno. Non è stato facile, ma tutti i progetti importanti non
sono facili e comportano rilevanti implicazioni in termini di rischi e di
responsabilità . Da queste responsabilità non sono e non siamo mai
sfuggiti, supportando ed accompagnando, nell'ambito del nostro ruolo tecnico,
gli assessori ed i presidenti che si sono succeduti nel tempo nell'assunzione
di decisioni non certo facili e, quindi, facendoci carico di darne attuazione,
in scienza e coscienza, andando oltre le opinioni, i sentimenti ed i
convincimenti personali, facendoci accompagnare e supportare da chi - o perché
riveste un ruolo tecnico scientifico istituzionale o perché ha maturato una
effettiva esperienza di campo - poteva aiutarci ad individuare le soluzioni più
efficaci e di garanzia. Ora, a fronte di quanto si è verificato nella notte
scorsa con la nuova fuga di M49 - esemplare che si è dimostrato capace di una
grande vitalità nella ricerca spasmodica di conservare il suo stato di libertà
- pur consapevole del fatto che la struttura tecnica che rientra nell'ambito
delle mie competenze ha messo in campo, con impegno e competenza, ogni azione
che poteva essere considerata ragionevolmente necessaria, a fronte anche delle
esperienze fin qui messe in campo a livello internazionale, ritengo doverosa da
parte mia, anche a loro tutela, un'assunzione di responsabilità , connessa al
mio ruolo.
Per questo, già nella giornata di ieri ho predisposto una
nota che ho consegnato nella prima mattina della giornata odierna al Presidente
della Provincia e con la quale ho rimesso nelle Sue mani il mio incarico di
dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Foreste Difesa del Suolo e di
Comandante del Corpo Forestale provinciale. Lo ritengo, lo ripeto, non un"assunzione di colpe che, in
tutta onestà , non intravedo, bensì un segno di responsabilità e di attaccamento
alla mia Terra e all'Amministrazione che ho avuto l'onore di servire in tanti
anni di professione. Lo faccio, in modo particolare, per i miei Uomini, per la
mia Squadra, per la Struttura forestale nel suo insieme, per tutti i
Collaboratori che non voglio vengano ancora una volta trascinati in polemiche,
in strumentalizzazioni, in accuse che infangano la loro competenza ed il loro
lavoro quotidiano. Lo faccio per lo spirito di servizio che mi ha sempre
contraddistinto, per il Trentino e per la nostra Comunità , che è stata - in
molti casi in stretta connessione con la gestione dei grandi carnivori -
ingiustamente dipinta come una terra nemica dell'ambiente, degli animali e
degli orsi nello specifico, disconoscendo la realtà dei fatti.
