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Laghi di Cornisello, l"area montana sarà rinaturalizzata

Firmato l"accordo fra Provincia, Comune di Carisolo e Parco Naturale Adamello Brenta

Laghi di Cornisello, l"area montana sarà  rinaturalizzata

TRENTO. Sarà realizzato l"intervento di rinaturalizzazione dell"area montana dei laghi di Cornisello, alla testata della val Nambrone, un luogo tra i più suggestivi del territorio del Parco Naturale Adamello Brenta, che negli anni 50 fu interessato da un intervento, mai concluso, di sfruttamento idroelettrico. Stamani è stato firmato un accordo che, facendo seguito ad altre decisioni già assunte in epoca recente dai diversi soggetti interessati, impegna la Provincia, il Comune di Carisolo e il Parco Naturale Adamello Brenta a realizzare degli interventi per la rinaturalizzazione e il recupero paesaggistico dell"area. Alla firma l"assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, il presidente del Pnab Walter Ferrazza e il sindaco di Carisolo Arturo Povinelli.

Fra gli interventi è prevista la demolizione della stazione a monte della teleferica di cantiere costruita a suo tempo per supportare la realizzazione dell"impianto idroelettrico Cornisello-Santo Stefano, e delle altre opere accessorie. Prevista inoltre la riclassificazione stradale del tratto che da piazzale di attestamento delle auto "“ al bivio per il laghi di Cornisello "“ sale verso il rifugio, che sarà inibito al traffico tranne che per gli aventi permesso.

La Provincia si occuperà delle demolizioni e della riclassificazione della strada a monte del divieto di transito veicolare che verrà disposto dal Comune di Carisolo.

Il Parco e il Comune si impegnano, per quanto di loro competenza, a favorire gli interventi di riqualificazione ambientale dell"area.

La realizzazione dell"impianto idroelettrico dell"alta Val Nambrone si inquadra, lo ricordiamo, nel disegno più generale di sfruttamento delle acque del Trentino occidentale a fini idroelettrici, avviato dall"ENEL (allora SISM) negli anni 50. A mettere la parola fine al progetto pensato per la zona di Cornisello fu la contrarietà manifestata dalla popolazione a cui si aggiunse l"esito del disastro del Vajont (1963) che impose un ripensamento generale degli interventi di questo tipo.

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