ROMA. Le buone pratiche di Melinda per una logistica sostenibile si presentano a Italia Next DOP, il primo Simposio Scientifico Filiere DOP IGP organizzato da Fondazione Qualivita a Roma nella giornata di mercoledì 22 febbraio. L"evento, realizzato in collaborazione con i soci fondatori Origin Italia, CSQA Certificazioni, Agroqualità , Poligrafico e Zecca dello Stato, si propone di diffondere la ricerca scientifica nel settore agroalimentare italiano coinvolgendo le imprese delle produzioni certificate e il management dei Consorzi di tutela, oltre a ricercatori, professionisti del settore, istituzioni e organismi di controllo e decisori politici. Una giornata di alta formazione, dunque, dedicata ai temi strategici delle Indicazioni Geografiche. Nonché un"opportunità , per il Consorzio, di illustrare al pubblico le proprie peculiari scelte nel campo dell"innovazione fondate sulla riduzione dei consumi energetici e dell"impatto ambientale.
In Italia, il sistema delle DOP IGP conta 200.000 imprese
e 291 Consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero per un valore alla
produzione che supera i 19 miliardi di euro e un"incidenza complessiva pari a
un quinto dell"intero settore agroalimentare nazionale. Non sono solo i numeri,
però, a evidenziare la leadership italiana nel comparto europeo dei prodotti
certificati.
Determinanti, infatti, sono anche la solida struttura
organizzativa, l"ampio insieme di competenze consolidate degli operatori e la
capacità di coordinamento delle iniziative di sviluppo da parte dei Consorzi.
Caratteristiche, queste ultime, che consentono oggi alle imprese di rispondere
alle sfide lanciate dalla Commissione Europea con l"avvio del Green Deal:
ovvero garantire cibo sufficiente e a prezzi accessibili raggiungendo la
neutralità climatica entro il 2050. Le soluzioni proposte da Melinda si
collocano proprio in questo solco e rappresentano un esempio efficace di
innovazione sostenibile. Emblematico il caso delle celle ipogee, le "stanze" di
conservazione, naturalmente protette da rocce impermeabili situate a 300 metri
di profondità all"interno della miniera di dolomia Rio Maggiore. Qui le mele
riposano in un ambiente asciutto, caratterizzato tutto l"anno da condizioni
microclimatiche costanti. La bassa temperatura, i bassissimi tenori di ossigeno
e la capacità isolante della roccia, consentono di preservare i frutti più a
lungo impiegando un quantitativo ridotto di energia: circa il 30% in meno
dell"ammontare richiesto nei magazzini di superficie. Oggi le celle ospitano circa 30mila tonnellate di mele
che saliranno a 40mila entro la fine dell"anno.
Oltre ai vantaggi di costo,
l"uso dei magazzini sotterranei determina anche un calo delle emissioni di CO2,
un importante risparmio idrico nel raffreddamento dei compressori e
l"eliminazione dei pannelli coibentanti, tipicamente complessi da smaltire.
Questa soluzione, infine, libera spazio in superficie a beneficio del paesaggio
e dell"estensione delle coltivazioni. "La tutela delle varietà DOP, che costituiscono il 90%
della nostra produzione, e la necessità di rafforzare le strategie di sviluppo
a basso impatto ci impongono di trovare soluzioni lungimiranti, innovative e
sostenibili che consentano di differenziare le nostre produzioni e il nostro
marchio, tutelando il territorio e le persone che lo vivono", commenta Paolo Gerevini, direttore generale di
Melinda. "Grazie alle celle ipogee, in particolare, possiamo tagliare ogni anno
consumi di acqua e suolo pari a dieci piscine olimpioniche e altrettanti campi
da calcio, liberando così risorse idriche e spazi di superficie a vantaggio
della comunità ".
