TRENTO. WWF
Italia prende posizione sulla morte di Andrea
Papi, ucciso mentre correva da un orso. L"associazione chiede innanzitutto
di accertare le cause del decesso. Nel caso le cause del decesso ipotizzate fossero confermate
dagli esami autoptici "“ si legge nella nota "“ si tratterebbe del primo caso di attacco mortale di un orso in
Italia. In questo
caso il WWF Italia - prosegue la nota - tenuto conto della gravità dell"episodio della dinamica e ovviamente solo dopo una
sicura identificazione genetica dell"individuo ritiene che vada applicato il protocollo previsto dal PACOBACE che contempla anche la rimozione
dell"individuo. Saremmo in questo caso
infatti davanti ad un episodio
ben diverso da quelli che hanno portato in passato (ultimo caso con l"orso MJ5
a marzo scorso) a ordinanze di cattura e abbattimento, a nostro parere spesso immotivate e non
proporzionate, da parte della Provincia Autonoma di Trento.
La conservazione
della popolazione alpina di orso passa infatti anche da una corretta gestione
di episodi di questo tipo. Se un individuo mostra conclamati comportamenti
pericolosi per l"incolumità umana, arrivando ad aggredire mortalmente una
persona, la rimozione di questo individuo diminuisce i rischi di nuovi episodi
simili e migliora l"accettazione sociale della popolazione verso la specie. Il ricorso alla
rimozione deve, ed è sempre bene ribadirlo, essere in ogni caso l"ultima soluzione, quando la pericolosità dell"animale è
conclamata e non esistono altre possibili soluzioni".
Attualità
WWF Italia: se responsabile della morte di Papi, giusto abbatterlo
Il ricorso alla rimozione deve essere sempre l'ultima risorsa. scrive l'associazione in una nota
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