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Comitato Difesa delle Acque sulla siccità : "La strategia è l"adattamento, non la costruzione di nuovi invasi'

Gli attivisti hanno depositato in Senato le proprie osservazioni al decreto in esame

Comitato Difesa delle Acque sulla siccità : "La strategia è l"adattamento, non la costruzione di nuovi invasi'

TRENTO. Il Comitato Permanente per la Difesa delle Acque del Trentino scende in campo contro la siccità . Ieri, domenica 7 maggio 2023, gli attivisti hanno trasmesso le proprie osservazioni all'ottava e nona commissione del Senato della Repubblica, che in una fase di consultazione in relazione all'esame del disegno di legge n. 660 (d.l. 39/2023 siccità ) si sono rivolte anche al comitato. In particolare, il comitato evidenzia come il documento esaminato si collochi "nel solco di una lunga tradizione legislativa italiana che non riconosce il ruolo centrale e imprescindibile dei sistemi naturali all"interno del dibattito sulla gestione e uso delle risorse". 

"Esprimendo ancora una volta la più miope e disinformata hybris ingegneristica "“ scrivono nelle conclusioni gli ambientalisti - si cancella qualsiasi riferimento agli elementi costitutivi del ciclo dell"acqua, come gli ecosistemi fluviali e lacustri e le falde acquifere, per lasciare esclusivamente spazio alla definizione di strategie di accumulo idrico antropiche, che in molti casi si sono dimostrate poco efficaci ed estremamente problematiche sul medio-lungo termine". In più, aggiungono, l"intero dl parte "da un assunto non condivisibile.

Quella che stiamo vivendo non è un"emergenza idrica, ma la nuova normalità . È da più di trent"anni che il mondo scientifico, ignorato dai decisori politici, ci mette in guardia sul progressivo inaridimento della nostra penisola, con particolare attenzione alla zona del centro-nord". "L"unica emergenza è dunque quella riferibile all"inettitudine di chi, pur potendo, non ha fatto abbastanza per mettere il nostro paese nelle condizioni ideali di resilienza rispetto all"inevitabile insorgere delle conseguenze del cambiamento climatico "“ dicono ancora -. Al nostro paese serve un piano strutturale di gestione ecologicamente funzionale della risorsa idrica, non l"ennesimo provvedimento d"emergenza". Dopo l"analisi, propongono quindi alcune soluzioni: "Esistono strumenti ingegneristici che permettono di trattenere l"acqua in maniera estremamente efficace e molto più efficiente di quanto non riescano a fare i tradizionali invasi. L"esempio più lampante è quello riferibile alle infrastrutture ecologiche di infiltrazione in falda". Un"altra azione immediatamente perseguibile è quella riferita al comparto agricolo.

 

"Nello specifico, l"adozione generalizzata di pratiche colturali che implementino il contenuto di sostanza organica nei suoli e la loro capacità di assorbire le piogge e trattenere umidità e nutrienti (un incremento dell"1% nel contenuto di sostanza organica può garantire fino a 300 mc/ha di accumulo idrico nel suolo, disponibile per la vegetazione). È ormai un fatto scientifico acclarato che sempre più, il nostro paese, si troverà a vivere condizioni climatiche estremizzate, oscillando tra periodi di estrema e lunga siccità e precipitazioni intense con conseguenti alluvioni. L"unica soluzione che la scienza ci indica, per affrontare efficacemente questo nuovo scenario è quella di una rinaturalizzazione del territorio e del suo reticolo idrografico. La soluzione non risiede nella costruzione di nuovi invasi o la ristrutturazione di quelli esistenti, ma nel perseguimento di una "strategia di adattamento davvero integrata, incardinata su un esteso piano di riqualificazione e di incremento della biodiversità , come giustamente suggerito dalle recenti strategie e proposte normative europee".

 

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