TRENTO. "In merito alle notizie relative alla carenza di pediatri nei punti nascita di Cles e Cavalese "“ si legge in una nota di Apss - si ritiene doveroso fare alcune precisazioni per fare chiarezza e non alimentare preoccupazione nella popolazione. La carenza di pediatri dipendenti nei punti nascita territoriali non è cosa nuova e in questi anni Apss ha messo in atto numerose iniziative per compensare le carenze e per garantire la piena operatività in sicurezza dei punti nascita. Sono state effettuate numerose procedure selettive per reclutare personale dipendente o con contratto libero professionale per coprire il fabbisogno dei punti nascita senza mai ricorrere ad appalti del servizio".
"Per i due ospedali "“ continua la nota - l"organico di
medici pediatri previsto è di 12 unità complessive e, stante la difficoltà nella
sostituzione del personale cessato, negli ultimi anni si è comunque provveduto
al conferimento di incarichi libero professionali a specialisti pediatri che
hanno compensato le carenze garantendo la copertura della turnistica.
In
quest"ultimo periodo, in previsione di cessazioni recentemente comunicate, Apss
si è attivata per bandire nuove procedure per assumere medici pediatri
dipendenti. È infatti di questi giorni la pubblicazione di un bando di
assunzione e uno di mobilità tra enti per il reclutamento di pediatri per gli
ospedali di Cles e di Cavalese oltre a un avviso per incarichi libero
professionali con valutazione delle candidature prevista per fine maggio in
modo da poter provvedere in tempo utile alle sostituzioni". "Si ricorda "“ conclude il comunicato - che negli ultimi cinque anni Apss ha bandito
29 procedure selettive (7 concorsi pubblici per assunzioni di ruolo, 5
selezioni pubbliche per assunzioni a tempo determinato, 6 procedure di mobilità
da altri enti, 11 selezioni per incarichi libero professionali) e che i punti nascita
di Cles e Cavalese hanno sospeso l"attività solamente per limitati periodi e
ragioni organizzative dovute all"emergenza pandemica".
