TRENTO. Nei giorni scorsi è venuto a mancare Donato Nardin. Tra le più significative personalità nella storia
dell"amministrazione forestale trentina, durante la carriera lavorativa ha
svolto incarichi di primo piano. Le istituzioni provinciali e i colleghi che lo
hanno conosciuto, apprezzandone le grandi capacità professionali e le doti
umane - come curiosità , ottimismo, perseveranze nella ricerca di una soluzione
anche per problemi a prima vista insormontabili - si stringono ai suoi
familiari ed esprimono il proprio cordoglio per la sua scomparsa. Nato a Trento
il 28 gennaio del 1926, è cresciuto a Predazzo. Ha iniziato gli studi classici
presso il Collegio Arcivescovile, ma dopo il bombardamento di Trento li ha
proseguiti a Cavalese. Ottenuto il diploma, si è iscritto dapprima a
Ingegneria, poi a Scienze forestali presso l"università di Firenze dove si è
laureato nel 1953. Quest"ultimo è stato per Donato Nardin un anno fondamentale:
oltre a laurearsi, si è congedato dal servizio militare, si è sposato ed è stato
assunto in Regione presso l"Ufficio dei Bacini montani con l"incarico di
seguire i lavori di sistemazione idraulica e forestale in Fiemme, Fassa e
Primiero. Nel 1955 è diventato amministratore delle
foreste demaniali, mantenendo tuttavia l"incarico di seguire i cantieri di
sistemazione idraulica nelle valli dell"Avisio e nel Primiero. In quel periodo Nardin ha promosso
l"introduzione dei cervi nella foresta di Paneveggio e si è impegnato per
salvaguardare quel territorio dal progetto che prevedeva la realizzazione di
una seconda grande diga, a monte di quella edificata sul rio Travignolo nei
pressi di Forte Buso. È stato poi impegnato in conseguenza del
maltempo del novembre 1966, che ha causato vittime e visto il verificarsi di
piene dei torrenti e danni al patrimonio forestale. Nel 1969 Nardin è stato chiamato a dirigere
il settore dei Bacini Montani.
Forte dell"esperienza maturata nella gestione
del demanio forestale, ha dato un grande impulso al settore dei Bacini Montani
a supporto dei molteplici cantieri diffusi su tutto il territorio provinciale
per garantire la riduzione dei danni provocati dalle alluvioni. Ha valorizzato
con corsi di formazione la figura dei capi squadra, ha assicurato l"accesso
alla cassa integrazione alle centinaia di operai dipendenti dalla struttura, ha
promosso l"acquisto della base logistica di Mattarello.
Si è speso inoltre con generosità non solo
per il territorio trentino, ma anche a vantaggio di altre regioni, come in
occasione dei terremoti del Friuli e dell"Irpinia. Agli anni "80 risalgono
infine gli scambi professionali con i Paesi del Sudamerica, dove Nardin si è
impegnato a far crescere la cultura della prevenzione e della mitigazione dei
danni.
Attualità
Il cordoglio per la scomparsa di Donato Nardin
Una figura conosciuta anche nelle valli del Noce nel settore Parchi
