TRENTO. Rientrata
l'emergenza maltempo che ha flagellato il Trentino negli ultimi giorni:
stamattina è stata convocata dal dirigente generale del Dipartimento protezione
civile, foreste e fauna Raffaele De Col la
Sala Operativa della Protezione Civile per fare il punto della situazione e non
sono state rilevate particolari criticità , nonostante i numerosi danni, che
complessivamente ammontano a circa 5 milioni di euro. Alcune strade rimangono
attualmente chiuse, smottamenti e piccole frane sono comunque in via di risoluzione,
mentre le strade forestali hanno subito numerosi cedimenti di banchine,
erosioni e colate detritiche la cui valutazione complessiva sarà possibile
soltanto in primavera.
Le richieste di intervento al Servizio Antincendi e protezione Civile dalle ore 12.00 di ieri e fino a questa mattina sono state oltre 230, mentre circa un migliaio di Vigili del fuoco sono stati attivati e distribuiti su tutto il territorio provinciale nella scorsa notte, soprattutto per monitorare gli eventi e essere pronti ad intervenire in caso di necessità . Un ringraziamento al personale provinciale, ai Vigili del Fuoco permanenti e ai tantissimi volontari che hanno prestato la loro opera è venuto dal presidente Maurizio Fugatti, presente alla riunione: "A tutte le persone che si sono rese disponibili nelle diverse parti del territorio va un sentito ringraziamento da parte nostra.
Questa seconda fase di emergenza può fortunatamente considerarsi chiusa; le strutture sono state in grado di utilizzare al meglio tutte le capacità tecniche e le infrastrutture a disposizione, come le dighe e, dopo le verifiche fatte questa mattina, non è stato necessario aprire di nuovo la galleria Adige-Garda".
Come emerso dai resoconti della Sala Operativa, gli
interventi hanno riguardato soprattutto allagamenti per la rottura o il
malfunzionamento di pompe, mentre gli eventi si sono verificati soprattutto
nelle Giudicarie e in Rendena, nelle Valli di Non e Sole e in Valle dei
Mòcheni.
Gli smottamenti e le colate di massi e fango che hanno interessato alcune zone
sono tuttora in corso di valutazione. La
frana che da Sporminore è scesa verso Lovernatico non sembra rappresentare un
pericolo per il torrente e a Cloz la situazione è sotto controllo. A
Cavedine si è verificata una frana traslativa in strati di roccia, che si sono
frammentati in blocchi di varie dimensioni, provocando un accumulo di circa
50.
000 mc alla base del versante. I due tralicci di elettrodotti e i due
edifici agricoli vicini all'evento non hanno subito danni. Oggi è stato effettuato
un sopralluogo con i rappresentanti del comune di Cavedine, per verificare la
stabilità dei tralicci.
La situazione degli invasi è sotto controllo e anche il colmo del fiume Adige
non ha creato situazioni di pericolo ed è in calo. Come ricordato dal presidente
Fugatti, non è stato necessario ricorrere all'apertura della galleria
Adige-Garda, anche se permane fino a lunedì prossimo il divieto di navigazione
per un raggio di 200 metri dallo sbocco della galleria e da quello del fiume
Sarca, oltre alla cauta navigazione su tutto lo specchio del lago, per la parte
trentina. La pioggia ha raggiunto nelle ultime ore i 130 millimetri di media,
calando ai 5 mm all'ora in mattinata, ma le precipitazioni si esauriranno con
ogni probabilità nel corso del pomeriggio su tutto il territorio.
