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Cervi, al via il piano di abbattimento

L'operazione si concluderà nel 2026 e prevede il prelievo di 400 capi all'anno

Cervi, al via il piano di abbattimento

PEIO-RABBI. Da ieri, 7 novembre, è partito il piano di abbattimento di circa 600 cervi nel settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio. Una misura presa per limitare i danni che i cervi cagionano all"ambiente ad altre specie concorrenti, come il capriolo e il camoscio. Saranno circa un centinaio i cacciatori coinvolti, titolati con un corso di abilitazione organizzato dalla Fondazione Edmund Mach. L"operazione di prelievo si concluderà nel 2026 e prevede l"abbattimento annuale di 400 cervi, dopo i 180 iniziali. Sono state individuate 9 zone nelle aree di svernamento tra le valli di Rabbi e Peio e sarà in queste che si concentreranno le operazioni di controllo. 

L"attività di controllo si svolgerà dal 𝟕 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝟐𝟑 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 nei giorni di 𝐦𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀, 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢̀ 𝐞 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 prevedendo una sospensione per le giornate del 7 e 9 dicembre. Nel Parco sono state definite 𝟗 𝐚𝐫𝐞𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 che corrispondono alle zone di svernamento del cervo. In prossimità di tali aree sono stati collocati appositi cartelli informativi. Tutte le informazioni sul Piano per la conservazione e gestione del cervo sono consultabili nel sito internet del Parco, all"indirizzo www.parcostelviotrentino.it

Le carcasse degli animali saranno vendute, con prelazione per chi ha effettuato l"abbattimento. La decisione, assunta su proposta del vicepresidente e assessore all'ambiente Mario Tonina, ha come obiettivo ricomporre gli squilibri ecologici - come previsto dalla legge quadro sulle aree protette - causati dai numerosi cervi presenti all"interno dei confini del Parco nazionale dello Stelvio-Trentino, in un arco di tempo di almeno 5 anni.

La popolazione è stimata tra i 1500 e 3000 cervi in tutta la Val di Sole, per la maggior parte all"interno dell"area protetta.

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