TRENTO. "È
necessario che la Provincia programmi importanti e adeguati stanziamenti di
risorse economiche a sostegno del settore, da modularsi sia con un congruo
aumento delle quote sanitarie delle rette sia con l"istituzione di un fondo
annuale dedicato. Questi stanziamenti devono inquadrarsi su criteri di accreditamento
precisi e misurabili, anche dinamici, vista la nota disomogeneità di
presentazione dei bilanci da parte delle strutture già rilevata da un"indagine
della Corte dei Conti pubblicata a fine 2022". A dirlo è in una nota l"Associazione Familiari RSA_Unite A.P.S.
che evidenziano come "le strutture devono assumere immediatamente concreti impegni
di gestione, a partire dall"urgente ripristino delle condizioni di visita
pre-pandemia laddove ancora non siano state ristabilite". "Riceviamo infatti
notizie dai nostri associati che in alcune RSA non è ancora possibile prestare
assistenza ai propri cari durante i pasti e che alcune RSA ancora oggi
prevedono la presenza di fasce orarie per l"accesso ai visitatori come in
periodo pandemico "“ afferma l"associazione dei familiari -.
È fondamentale
avere poi garanzie della auspicata e dovuta valorizzazione del ruolo del
familiari nel processo di cura, al fine di beneficiare di un maggior
coinvolgimento e ricostruire rapporti di fiducia reciproca. È importante un
serio impegno per l"elezione e la partecipazione decisionale dei rappresentanti
dei familiari, che tutt"oggi in diverse strutture sono assenti, o sono in
sottonumero rispetto a quanto previsto dai regolamenti interni. È importante
inoltre che da parte delle strutture vi siano investimenti in formazione e
fidelizzazione del personale che, come oggi è noto, si sta sempre maggiormente
allontanando dal mondo delle RSA. Il sistema richiede da tempo una riforma
strutturale: politiche sanitarie e socio-sanitarie stabili per l"invecchiamento
e la non-autosufficienza. C"è molto da chiedere all"assessore Tonina, che vorremmo incontrare a breve: adeguamento
dei parametri assistenziali e infermieristici, equiparazione degli stipendi del
personale a quelli di APSS per evitarne la trasmigrazione, maggiori controlli
sull"operato economico e sulla qualità dei servizi offerti dalle strutture.
Riceviamo positivamente il ricompattamento delle deleghe relative alla
non-autosufficienza all"assessorato alla salute, politiche sociali e
cooperazione e siamo fiduciosi rispetto alla volontà espressa dall"Assessore di
lavorare sul potenziamento delle professioni infermieristiche e
socioassistenziali, ricordando che i livelli essenziali di cura nelle RSA, così
come molti degli altri servizi, sono spesso risicati relativamente al bisogno
atteso".
In mancanza di chiari, precisi, inequivocabili impegni in
ordine a quanto sopra, l"Associazione si dichiara "assolutamente contraria ad aumenti di rette a carico di residenti e
loro familiari. Diversamente, continuiamo a offrire la nostra collaborazione
per la definizione di obiettivi a breve termine di cui si possa accertare un
effettivo raggiungimento. La associazione rinnova, infine, la costante
gratitudine a tutto il personale delle RSA per il continuo impegno e dedizione,
rivolgendo un pensiero a tutti i residenti che in questi anni ci hanno lasciato
e a quelli che ancora soffrono il non poter vivere appieno la vicinanza dalle
persone a loro care".
Attualità
Aumenti alle rette delle RSA, l"Associazione dei familiari contraria
Si chiedono impegni concreti a tutela dei residenti e loro familiari e riforme
