TRENTO. Dai
dati di stima di consistenza
elaborati dal Servizio Faunistico e dall"Associazione Cacciatori Trentini è emerso un quadro -
aggiornato al 2022 - quantitativamente positivo: gli ungulati abbondano in Val
di Non come in Val di Sole.
I numeri, però, non rivelano dettagli in merito alla salute dei singoli esemplari: "La situazione è simile in tutta la Provincia" ha dichiarato Sandro Zambotti, direttore tecnico presso l"Associazione Cacciatori, "All"aumentare della densità e con l"invecchiare della popolazione diminuisce il peso, poiché diminuisce la facilità di reperire il cibo".
Si
tratta di cicli che si avvicendano in modo naturale e che influenzano una o più
specie.
Il caso del capriolo è lampante, poiché è una specie che Zambotti ha definito
"in flessione" su tutto l"arco alpino e in Europa da anni: "In prima battuta si
trova in concorrenza con il cervo, meno esigente dal punto di vista alimentare,
e poi subisce le attuali modificazioni ambientali".
Il
capriolo vivrebbe bene nelle radure, in ampi spazi siti ai margini del bosco
oggi occupati dai paesi: "Negli anni Ottanta, con l"abbandono della montagna,
c"era un ambiente ideale per lui" ha continuato Zambotti.
Il presente
urbanizzato ha portato il capriolo a spostarsi verso il bosco, trovandosi a
condividere il poco spazio a disposizione con altre specie più adatte e
adattabili. Il
ruolo del lupo negli squilibri presenti, sempre secondo Zambotti, non è chiaro:
"Certo, il lupo tende a predare più il capriolo, ma la sua influenza rimane
minima" ha commentato. Ciò
che entra in gioco e si instaura in seguito alla presenza del lupo è ciò che
gli esperti definiscono "il paesaggio della paura": gli animali - in questo
caso gli ungulati, ma non solo - tendono a spostarsi e a cambiare abitudini,
con le parole di Zambotti "diventano meno percepibili", sembrano sparire
nonostante i numeri parlino chiaro e dimostrino il contrario.
Non
c"è carenza di esemplari, né il rischio di una carenza. C"è però competizione
tra specie diverse e i nuovi equilibri potranno consolidarsi solo con il tempo,
ciclo dopo ciclo.
