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Pio Malfatti, trent'anni di maratone e ultramaratone

mer 29 nov 2023 15:11 • By: Marco Weber

Spettacolare traguardo per il podista di Mezzolombardo, classe 1962

MEZZOLOMBARDO. Trent'anni di maratone e ultramaratone. Questo lo spettacolare traguardo raggiunto da Pio Malfatti, classe 1962, che nel 1994 corse la prima maratona della sua vita. Aveva trentadue anni, oggi di anni ne ha quindi 61. Età da pensione? Non ancora. Da un punto di vista lavorativo il nostro in pensione lo è già, anche se in realtà continua la sua attività di imbianchino sia pure a ritmi ridotti. Per quanto riguarda le gare di atletica sulle lunghe e lunghissime distanze, invece, la voglia di appendere le scarpette la chiodo non è ancora arrivata.

L'ultima maratona del trentennale, Pio Malfatti l'ha gareggiata domenica 19 novembre 2023 a Verona. La prima, invece, nel 1994, fu quella di Monaco di Baviera. In mezzo, un numero eccezionale di maratone e ultra. “Nel corso della mia carriera atletica – precisa il marciatore rotaliano – tra maratone e ultra ne ho gareggiate più di trecento!”. Un numero che sicuramente dà l'idea di quanto impegno e determinazione siano stati necessari per raggiungere un traguardo così importante. Ma a dare ancora di più un'idea precisa di cosa significa dedicarsi per così tanto tempo a uno sport così impegnativo c'è un altro dato significativo.

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“Tra gare e allenamenti, il numero totale dei km da me percorsi correndo – sottolinea Malfatti - è di circa duecentocinquantamila”. Che tradotto in paia di scarpe, tenendo presente che con ogni paio puoi percorrere circa ottocento chilometri, significa oltre trecento paia di scarpe.

Pio Malfatti è tesserato con l'Atletica Rotaliana, non è e non è mai stato un atleta professionista. Il suo motore è sempre stata la passione. Detto questo, è giusto però sottolineare che per alcuni anni Malfatti ha fatto parte della nazionale italiana ultramaratone, indossando la maglia azzurra in dieci gare internazionali. Raggiungendo anche traguardi importanti. A Mezzolombardo, in casa Malfatti, ci sono una medaglia d'argento individuale e due medaglie d'oro vinte con la squadra nazionale ultramaratoneti. “Questo sport – precisa l'atleta rotaliano - mi ha permesso di girare il mondo. Certamente non sono diventato economicamente ricco, ma la corsa mi ha arricchito il cuore e mi ha dato un'infinità di emozioni. Ho girato il mondo, ho conosciuto un sacco di belle persone e mi sono divertito”.

Per quest'anno basta gare, ma l'attività agonistica non è finita. “Il mio obbiettivo – sottolinea Malfatti - da quando ho iniziato a correre, è sempre stato quello di gareggiare in almeno una maratona o ultramaratona all'anno. Finora ce l'ho fatta abbondantemente. Sono riuscito a mantenere l'impegno anche l'anno della pandemia Covid 19, partecipando alla maratona di Crevalcore, vicino Bologna, il giorno dell'epifania, 6 gennaio, poco prima che chiudessero baracca e burattini anche nel mondo dell'atletica”.

Occorre fare una precisazione: una maratona è lunga 42 chilometri e 195 metri, ovvero la distanza tra le città greche di Maratona e Atene. Un'ultramaratona invece, udite udite, è in sostanza una gara che supera la classica distanza della maratona e può raggiungere e anche superare la lunghezza di cento chilometri. La gara più lunga percorsa finora da Pio Malfatti è la “Marathon des sables” nel deserto del Marocco, la cui lunghezza è di 246 chilometri. Sciroppati in circa trenta ore. Due volte. 



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