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A Cloz raddoppia il punto vendita

gio 30 nov 2023 13:11 • Dalla redazione

Famiglia cooperativa Val di Non, l’inaugurazione stamattina

CLOZ. Sotto la prima nevicata di stagione, Cloz da stamani ha aperto le porte al nuovo negozio della Famiglia Cooperativa, situato in posizione centrale e realizzato nei locali che furono della Cassa Rurale Novella Alta Anaunia, che a sua volta ha acquisito una superficie adiacente e sta costruendo la nuova filiale, pronta per la primavera prossima. L’operazione si completa con la vendita della vecchia sede al Comune di Novella. 

Un milione di euro di investimento e lavori a tempo di record riconsegnano alla comunità di Cloz, come di Novella, un negozio di generose dimensioni, 230 metri quadrati, moderno e attrattivo, che si allinea agli analoghi “Conad City” già presenti a Cles, Cavareno, Romeno e Dermulo.  La Famiglia cooperativa Val di Non gestisce 29 punti vendita in valle, di cui 4 Eurospin e un negozio non food, con insegna Il Liberty.

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 Il fatturato dell’’esercizio chiuso il 30 settembre è di 32 milioni di euro, quasi il 10% in più dell’esercizio precedente. 

Al taglio del nastro stamani alle 9 sono intervenuto i vertici della Famiglia cooperativa, con il presidente Paolo Berti che ha ripercorso gli accordi con il comune e la Cassa Rurale per arrivare ad una realizzazione che amplia il servizio per la comunità di Cloz, il direttore Maurizio Ianes, il sindaco di Novella Donato Preti (“complimenti alla cooperativa per aver portato a termine una operazione lungimirante che valorizza il territorio”), il direttore operativo di Dao Nicola Webber e il presidente della Cooperazione trentina Roberto Simoni. Benedizione religiosa curata da don Placido Pircali“La Federazione ha molto a cuore questi negozi - ha detto Roberto Simoni - che sono esercizi commerciali ma allo stesso tempo presìdi sociali. Mantenere questi negozi è complicato, per questo è importante fare sinergia con gli enti cooperativi e le istituzioni per garantirne la durabilità nel tempo. Faccio appello ai soci affinché cresca la consapevolezza del valore di un negozio come questo per la comunità. Questi presìdi sono sostenibili solo se si utilizzano, se vengono frequentati. Senza negozi o senza sportelli bancari avremmo un Trentino più povero”. 

 



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