“Candelora, da l’inverno semo fora, ma se piove o tira vento, nell’inverno siamo dentro…” Oggi, 2 febbraio, il calendario liturgico fa memoria della presentazione di Gesù al tempio, che per la legge ebraica avveniva 40 giorni dopo la nascita: se contate, dal 25 dicembre al 2 febbraio i conti tornano. Ma il giorno è anche quello della purificazione di Maria, che secondo la cultura dell’epoca poteva, al pari di ogni partoriente, rientrare in società dopo 40 giorni.
La parola “Candelora” viene da candela, o meglio dalla benedizione di esse, proprio in occasione della presentazione di Gesù al tempio: fu il sacerdote Simeone a definire il bambino “luce che illumina le genti”.
E questo fa la festa, celebrare il progressivo, già sensibile, ritorno della luce solare dopo i bui mesi invernali. Al di là che piova, nevichi, tiri vento o chissà cos’altro…
Da notare poi che il nostro proverbio è esattamente contrario a quello popolare in molte regioni italiane; e poi non va dimenticato l’orso, che tradizionalmente oggi si sveglia, dà un’occhiata al tempo e se è bello, capisce che il letargo dopo 40 giorni sarà finito…
Il 1 febbraio Aosta festeggia il patrono sant’Orso: e lì si crede che se il tempo fosse stato bello il giorno di Sant'Orso, l'inverno sarebbe durato ancora a lungo.

