Sono trascorsi esattamente 161 anni da quando Gregor Mendel, biologo e matematico di fama mondiale, formulò la teoria dell’ereditarietà: una vera e propria rivoluzione scientifica nacque grazie ad essa. La teoria dell’ereditarietà, infatti, ha posto le basi della moderna genetica e degli studi sul Dna.
Gregor Johann Mendel era nato a Hyncice, in Repubblica Ceca, il 20 luglio del 1822, secondo di tre figli, aveva due sorelle. I suoi genitori erano Anton Mendel e Rosine Schwirtlich, contadini di Hynčice, in Moravia, regione della Repubblica Ceca, che all’epoca era chiamata Heinzendorf ed era compresa nel territorio dell'Impero Asburgico. Durante la sua adolescenza Mendel lavorò dapprima come giardiniere ed apicoltore e studiò al ginnasio di Troppau (oggi chiamata Opava). Problemi di salute lo costrinsero ad assentarsi dagli studi per circa quattro mesi, in seguito si iscrisse ad un istituto filosofico di Olmütz (oggi Olomouc), ma non mancarono ulteriori problemi di salute insieme a quelli economici.
Nel 1843 iniziò il suo percorso nell’Abbazia di San Tommaso a Brno, fu l’occasione giusta per dedicarsi totalmente allo studio arrivando a laurearsi nelle materie che tanto amava: biologia ed anche matematica.
Contemporaneamente Mendel fece anche la scelta di diventare sacerdote, il 6 agosto del 1847 avvenne l’ordinazione. In quegli anni oltre ad approfondire diverse materie, tra l’altro ebbe modo di studiare anche la meteorologia, si dedicò molto anche alla cura dell’orto della sua abbazia. Fu proprio osservando, col trascorrere del tempo, alcune piante in particolare, che ne trasse informazioni riferite in particolar modo alla loro capacità di riproduzione.
Numerose furono le sperimentazioni effettuate in quegli anni e dopo sette lunghi anni di studio giunse ad importanti conclusioni: comprese l’esistenza di un codice genetico presente negli esseri viventi.
Un codice genetico che si trasmette dai genitori ai figli, la sua teoria, infatti, si basava su tre precise leggi: la prevalenza, la separazione e l’indipendenza.
Nell’inverno del 1865 Mendel ebbe una delle poche soddisfazioni della sua vita, espose il suo lavoro, frutto di tanti anni di studi, ad un pubblico di circa quaranta persone, tra le quali medici, biologi e chimici.
I suoi studi però non furono compresi, né tantomeno arrivarono i tanto desiderati riconoscimenti per il suo lavoro. Solo molto tempo dopo la sua scomparsa si è capito quanta importanza avesse la sua teoria, purtroppo però Mendel trascorse gli ultimi anni di vita isolato sia dagli amici che dalla sua comunità, oltre che duramente provato dalla malattia.
Gregor Mendel morì il 6 gennaio del 1884.

