Politica Trento

Foraggiamento degli ungulati, Lav chiede un incontro all’assessore Failoni

L’associazione chiede un confronto sulla pratica del foraggiamento degli ungulati nella Provincia di Trento 

Foraggiamento degli ungulati, Lav chiede un incontro all’assessore Failoni
ph. Francesco Ferruzzi

TRENTO. “Considerato il suo ‘grande rispetto’ nei confronti di Lav, chiediamo all’Assessore Failoni un incontro per discutere, dati scientifici alla mano e prescindendo sia dall’ideologia venatoria sia dalla propaganda politica, in merito alla pratica del foraggiamento degli ungulati nella Provincia di Trento”: così si esprime in un comunicato Federico Crisetig, dell’area animali selvatici di LAV.

Lav ribadisce di non diffondere fake news: "Segnaliamo che nel ricorso presentato da Lav, non c’è alcun riferimento all’adescamento di animali. Ad ogni modo, seppur il tema non è mai stato posto all’attenzione dei magistrati, l’Assessore dovrebbe sapere che, almeno nella Val di Cembra, i cacciatori potrebbero sfruttare le mangiatoie, poste a pochi metri dagli appostamenti di caccia, per adescare e fucilare i caprioli, in violazione della legge provinciale 24/91, come si evince da due articoli scientifici, peraltro redatti proprio con il supporto del suo Servizio Faunistico”. 

“Il Consiglio di Stato, infatti – si legge ancora - a fronte delle innumerevoli evidenze scientifiche portate agli atti da Lav, ritiene che il foraggiamento non dovrebbe essere svolto a priori, e impone alla Provincia quantomeno di smettere di disinteressarsi delle conseguenze negative di questa pratica venatoria.

Infatti, nella Sentenza si legge che ‘l’amministrazione avrebbe dovuto condurre un’adeguata istruttoria al fine di verificare la sussistenza o meno dei presupposti per la sospensione o il divieto di foraggiamento quanto meno nei distretti caratterizzati dalla presenza abituale dell’orso’ e avrebbe dovuto ‘esaminare ed approfondire gli elementi di fatto dedotti dall’istante per sostenere l’aggravamento delle problematiche legate alla presenza dell’orso in conseguenza della pratica del foraggiamento’. Dunque, ‘la Provincia dovrà quindi verificare se nei distretti abitualmente frequentati dall’orso il foraggiamento determini un aggravamento delle problematiche connesse alla presenza di tale predatore’, tra cui ‘la maggiore aggressività di tale animale nei confronti dell’uomo medesimo’.

  

“È scientificamente dimostrato - si legge infine - che l’accesso degli orsi alle mangiatoie per ungulati sia un pericolo per l’incolumità dei cittadini. Infatti, lo stesso piano faunistico della Provincia di Trento riferisce come nel caso dell'orso, invece, la presenza costante di cibo in siti di foraggiamento posti nei pressi di contesti antropizzati, favorisce l’avvicinamento del plantigrado aumentando la probabilità di interazione con l’uomo. Tale disponibilità di cibo può anche aumentare la capacità portante dell’ambiente, favorire la concentrazione degli orsi e alterare i cicli di ibernazione”.