TRENTO. Rendere i sistemi di raccolta dei rifiuti sempre più sicuri rispetto ai grandi carnivori è un lavoro complesso che prosegue, con il coinvolgimento delle realtà locali, tenendo conto dei sistemi di stoccaggio e raccolta adottati nei diversi territori. L’obiettivo è ridurre una delle principali fonti di attrazione per l’orso – e in alcuni casi anche per il lupo – rappresentata dai rifiuti organici. Per questo, nel 2026 entra nel vivo la terza fase del Piano provinciale per la messa in sicurezza dei sistemi di raccolta dei rifiuti, con ulteriori 2,4 milioni di euro dedicati ai territori. “La collaborazione è decisiva: Comuni e Comunità sono i primi protagonisti di questo percorso, che punta a rendere sempre più sicuri i sistemi di raccolta dei rifiuti e a rafforzare un lavoro avviato da anni sul fronte della prevenzione”, sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente ed enti locali, Giulia Zanotelli. “La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci nella gestione dei grandi carnivori. Ridurre l’accesso - in particolare dell’orso - alle fonti alimentari di origine antropica significa continuare a favorire la coesistenza con la fauna selvatica, un obiettivo che richiede impegno continuo e una crescente consapevolezza da parte delle comunità locali” aggiunge l’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca con delega ai grandi carnivori, Roberto Failoni.
La presenza di resti di cibo può favorire fenomeni di condizionamento alimentare che aumentano i rischi sia per le persone sia per gli animali.
Per questo, l’Agenzia provinciale per la Depurazione e il Servizio Faunistico della Provincia sono impegnati con azioni di prevenzione strutturale, affiancate da attività di informazione e sensibilizzazione. Il piano provinciale, approvato nel 2024, prevede interventi organizzati per livelli di priorità: la priorità A interessa le utenze domestiche nelle aree dove la presenza dell’orso e gli episodi di accesso ai rifiuti sono più frequenti, la priorità B riguarda territori in cui la specie è ormai stabile e dove si rafforzano le misure preventive a servizio delle aziende, mentre la priorità C coinvolge le zone a rischio medio o potenziale.
Le prime due fasi del programma hanno già prodotto risultati significativi. Con la priorità A, nel 2024 sono stati finanziati interventi per circa 1,7 milioni di euro: sono state realizzate 18 isole ecologiche con un totale di 103 campane semi-interrate e installati 185 gusci anti-orso sui contenitori dell’organico. Con la priorità B, finanziata nel 2025 per 2,54 milioni di euro, si aggiungono 28 nuove isole ecologiche, per un totale di 147 campane semi-interrate, 157 gusci anti-orso e tre strutture di conferimento a prova di orso per rifugi in quota, interventi che saranno completati nel corso del 2026.
Quest’anno prende inoltre avvio la priorità C, con lo stanziamento di 2,4 milioni di euro per sostenere nuovi interventi di messa in sicurezza. Al momento le richieste presentate dagli enti locali riguardano 18 isole ecologiche, per un totale di 97 contenitori, e 5 gusci anti-orso per il rifiuto organico e un valore complessivo che supera il milione di euro. Le risorse restano disponibili e l’Amministrazione provinciale confida che nelle prossime settimane possano arrivare ulteriori domande fino all’esaurimento dei fondi messi a disposizione, come avvenuto nelle prime due fasi. Il piano ha insomma una prospettiva che guarda al 2027, con l’obiettivo di completare progressivamente la copertura del territorio provinciale e consolidare una rete di raccolta dei rifiuti sempre più a prova di selvatici.

