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Oggi nel 1987 ci lasciava Primo Levi

11 aprile 2026, sono passati 39 anni

Oggi nel 1987 ci lasciava Primo Levi

Primo Levi nacque a Torino il 31 luglio del 1919. Lo ricordiamo come scrittore ma anche per essere stato uno dei superstiti dell’Olocausto.

Diverse sue opere sono state da lui scritte proprio come racconto di quella terribile esperienza disumana da lui vissuta nei primi anni quaranta.

Era il figlio primogenito di Cesare Levi ed Ester Luzzati, entrambi di origini ebraiche, ed i suoi avi provenivano dalla Spagna e dalla Provenza.

La sua formazione scolastica termina con la laurea in chimica che gli apre, subito dopo, le porte del mondo del lavoro.

Il periodo storico inizia a farsi complicato, viveva a Milano, iniziò la sua militanza tra i partigiani ed al contempo dovette ben presto cercare rifugio altrove a causa dei rischi che correva come ebreo.

Si spostò in Valle D’Aosta, ma poco tempo dopo fu arrestato insieme ad altri due suoi compagni.

Il 22 febbraio 1944 Levi ed altri 650 ebrei furono trasportati su di un treno merci per essere condotti in un campo di concentramento situato in Polonia.

C’erano sia uomini che donne, il viaggio durò 5 giorni, solo nel suo vagone erano presenti 45 persone, anche una madre con un neonato.

Vogliamo riportare queste sue frasi, purtroppo sempre tristemente attuali, tratte dal suo libro “Se questo è un uomo” per tenere sempre vivo il ricordo di un periodo storico terribilmente buio.


«Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo.

In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di quello che eravamo, rimanga.

»


Primo Levi ci lascia l’11 aprile del 1987, in seguito ad una caduta, probabilmente non accidentale, avvenuta sulle scale che portavano alla sua abitazione di Torino.