A quanto dichiarato dalla Provincia di Trento, che ha esposto i dati emersi venerdì dal "Rapporto grandi carnivori 2025" in un comunicato stampa diffuso, risponde il Comitato Insieme per Andrea Papi:
«La Provincia di Trento, come spesso accade, si dice brava da sola, infatti con grande enfasi sono stati diffusi i primi dati sul "Rapporto grandi carnivori 2025" e la comunicazione è la seguente: in Trentino 118 orsi e 22 branchi di lupi. "Bene la Provincia su prevenzione e piano rifiuti. Sui lupi si può fare di più: puntare sui radiocollari per conoscere la specie".
Chi vive il territorio però crede poco a queste comunicazioni sia a riguardo dei numeri che alla conta dei danni in quanto è del tutto evidente che le persone frequentano molto meno la montagna e le attività ivi correlate sono in diminuzione .
Pare che l’unico ad essere contento sia il rappresentante degli animalisti al - tavolo dei grandi carnivori - che si è espresso come segue:
"Aspettiamo il report completo ma personalmente apprezzo il lavoro che ci è stato presentato dalla Provincia, riconosco questo sforzo nella prevenzione e nel monitoraggio", dice Francesco Romito, rappresentante delle associazioni al Tavolo grandi carnivori vicepresidente di "Io non ho paura del lupo". "I dati riflettono l'impegno, economiche e del personale. E' ottimo il piano sui rifiuti e importante il posizionamento della segnaletica".
Risulta quindi evidente il motivo per il quale il Comitato Insieme per Andrea Papi che rappresenta le oltre 50.000 persone che si sono espresse contro la convivenza con lupi e orsi sulle nostre montagne, mediante le consultazioni popolari, non sia stato ammesso al tavolo grandi carnivori mentre invece è presente il rappresentante del mondo animalista che si congratula con il lavoro della Provincia di Trento!
Alle rassicurazioni che si sono volute dare con la presentazione (parziale) dei dati di venerdì si è subito contrapposto un fatto (grave per come riportato dalla stampa!) dell’aggressione di una persona a Rovereto.
Oggi si legge che la Provincia smentisce. Anche per l’aggressione avvenuta in Val di Rabbi è stato aperto un fascicolo – modello 45 – quindi senza persone indagate o ipotesi di reato, non si capisce quindi se si voglia verificare la pericolosità del lupo o se si voglia mettere sotto inchiesta chi ha subito il danno.
Noi crediamo che in un ristretto periodo ci siamo trovati di fronte a ben 2 aggressioni da lupo in aree abitate, per Rovereto possiamo dire aree urbane.
E’ bene mettere in luce il fatto che in Italia, Ispra ha già certificato 19 aggressioni di lupi a persone e che in molti altri casi, nei quali tutto lasciava supporre la responsabilità del lupo, non è stato possibile certificarla per l'impossibilità di disporre di campioni biologici o per negligenza.
Per situazioni analoghe i Consigli regionali della Toscana e della Lombardia nel 2025 hanno approvato mozioni al fine di rendere obbligatoria l'esecuzione dei tamponi in tutti i casi di sospetto attacco da parte di lupi.
Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato analoga mozione presentata da un consigliere attaccato da un lupo presso la sua abitazione e ferito a una mano.
Considerato che nelle Regioni che sono state interessate recentemente da questi gravi fatti i Consigli regionali si sono attivati e si auspica che anche nella nostra Regione e Provincia i Consiglieri, che si sentono di sostenere le preoccupazioni della popolazione, si attivino al fine di verificare che le disposizioni trasmesse alle strutture di pronto soccorso operanti sul territorio provinciale siano atte a garantire gli opportuni accertamenti nel caso di sospette aggressioni da parte di lupi e, se disposizioni di questo tipo non fossero state date, che ci si attivi con sollecitudine.
Ora che il lupo è stato finalmente declassato da specie “particolarmente protetta” , è tempo di attivare tutte le misure necessarie (ad oggi insufficienti) per garantire sicurezza alla popolazione e reale contenimento dei danni.»

