Salute Val di Sole

Quando gli antibiotici non bastano più: 12.000 morti l’anno in Italia

A Malé una sala gremita e un confronto multidisciplinare per fare luce su una minaccia silenziosa: l’antibiotico‑resistenza, emergenza globale che richiede consapevolezza, prevenzione e responsabilità quotidiana

MALÉ. Una sala gremita, un pubblico attento e un tema tanto invisibile quanto urgente. È stata caratterizzata da una partecipazione ampia e sentita la serata pubblica “Antibiotici: fino a quando funzioneranno?”, svoltasi venerdì 8 maggio nella sala della Comunità della Valle di Sole di Malé. Un incontro che ha acceso i riflettori sull’antibiotico-resistenza, fenomeno silenzioso ma in costante crescita, oggi considerato una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale.

L’iniziativa, promossa congiuntamente dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche, dall’Ordine dei Farmacisti e dall’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Trento, ha confermato ancora una volta l’importanza di un approccio condiviso e multidisciplinare nell’affrontare una problematica che coinvolge medicina, assistenza sanitaria, farmacologia, veterinaria e comportamenti quotidiani dei cittadini.

A testimoniare la rilevanza del tema anche i dati emersi nel corso della serata: ogni anno, in Italia, circa 12 mila persone perdono la vita a causa di infezioni provocate da batteri resistenti agli antibiotici. Numeri che restituiscono la dimensione concreta di un’emergenza sanitaria spesso poco percepita, ma dalle conseguenze potenzialmente drammatiche.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali Antonio Maini, sindaco di Caldes.

L’introduzione è stata affidata al Paolo Bortolotti, medico neurologo e coordinatore della Commissione Ambiente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, che ha evidenziato la necessità di una crescente consapevolezza collettiva attorno al corretto utilizzo degli antibiotici.

A moderare la serata è stata Tiziana Dal Lago, presidente dell’Ordine dei Farmacisti. La relazione introduttiva di Alessandro Castelli, dirigente medico dell’Unità Operativa di Malattie Infettive di ASUIT, ha offerto un approfondimento epidemiologico e clinico sul fenomeno, delineando uno scenario in cui l’efficacia di molti antibiotici rischia progressivamente di ridursi.

Il confronto si è poi arricchito grazie agli interventi dei diversi professionisti coinvolti: il medico di medicina generale Federico Meccoli, la pediatra Rita Faccini, l’odontoiatra Alberto Bertelle, l’infermiera specialista in infermieristica di famiglia e comunità Chiara Micheli, il presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari Marco Ghedina, la veterinaria aziendale Elena Santini e la farmacista Monica Tomasi.

Nel corso del dibattito è intervenuto anche Daniel Pedrotti, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche, mentre dal pubblico è arrivato il contributo di Caterina Zanoni, infermiera esperta in sanità pubblica, che ha offerto ulteriori spunti di riflessione. Grande attenzione è stata dedicata soprattutto ai comportamenti concreti che ciascun cittadino può adottare nella vita quotidiana per contribuire a contenere il fenomeno.

A chiudere la serata è stata Giancarla Carraro, infermiera specialista nel rischio infettivo, che ha sintetizzato i principali messaggi emersi durante l’incontro: investire in una corretta informazione, rafforzare la prevenzione delle infezioni attraverso gesti semplici ma fondamentali - dall’igiene delle mani alle vaccinazioni - e utilizzare gli antibiotici solo quando realmente necessari e prescritti in modo appropriato.