Cronaca Val di Non

Sparkle accende la scienza a scuola: a Cles studenti protagonisti tra esperimenti, sensori e intelligenza artificiale

All’Istituto comprensivo un anno di attività Stem, formazione docenti e sfide cooperative grazie al progetto coordinato da Fondazione Bruno Kessler e finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale

Sparkle accende la scienza a scuola: a Cles studenti protagonisti tra esperimenti, sensori e intelligenza artificiale


CLES. Aule trasformate in laboratori, studenti impegnati tra sensori, esperimenti, enigmi e intelligenza artificiale, docenti coinvolti in un percorso di formazione parallelo. È questo il cuore di Sparkle, il progetto che ha arricchito l’offerta formativa dell’Istituto comprensivo di Cles portando la scienza fuori dai libri e dentro l’esperienza quotidiana dei ragazzi.

L’iniziativa, finanziata dal Fondo per la Repubblica Digitale e coordinata dalla Fondazione Bruno Kessler, ha visto la collaborazione di importanti partner, tra cui Level Up, Università di Trento e Università di Verona. Per FBK, le responsabili del progetto sono state Martina Bazzoli e Dominique Cappelletti. Un ruolo decisivo, sul territorio, è stato svolto dal Sandra Lorenzini dell’Istituto comprensivo di Cles, che ha seguito con grande cura l’organizzazione e il coordinamento delle attività, contribuendo in modo determinante alla riuscita del percorso.

Avviato nella fase sperimentale nell’autunno 2025 e concluso nel maggio 2026, Sparkle ha coinvolto quattro classi della scuola secondaria di primo grado, due seconde e due terze.

Gli studenti sono stati protagonisti di un percorso pensato per avvicinarli alle discipline Stem — scienza, tecnologia, ingegneria e matematica — attraverso attività pratiche, cooperative e inclusive.

Il progetto ha puntato su un’idea semplice ma potente: si impara meglio quando si sperimenta. Grazie ai kit didattici progettati dagli esperti FBK, ragazze e ragazzi hanno potuto utilizzare sensori capaci di rilevare fenomeni normalmente invisibili, come radiazioni, gas e segnali nascosti. La scienza, così, ha smesso di essere percepita come qualcosa di astratto o distante ed è diventata concreta, misurabile, sorprendente. Un patrimonio che non si esaurisce con la fine del progetto: i kit resteranno infatti in dotazione permanente all’Istituto, offrendo nuove possibilità didattiche anche nei prossimi anni. Particolare attenzione è stata dedicata anche al superamento degli stereotipi di genere nelle discipline tecnico-scientifiche. Il modulo “Gender in Stem” ha aiutato gli studenti a riconoscere pregiudizi e condizionamenti spesso impliciti, favorendo una partecipazione più libera e consapevole.

L’obiettivo è stato chiaro: far comprendere che curiosità scientifica, capacità logica e talento tecnologico non hanno genere. Accanto a questo, il modulo “AI & Ethics” ha aperto una riflessione sull’intelligenza artificiale, sui suoi usi quotidiani, sulle opportunità e sui rischi. Non si è trattato di fornire risposte definitive, ma strumenti per orientarsi con spirito critico in un mondo sempre più digitale. Il percorso ha coinvolto anche i docenti, formati sugli stessi temi affrontati poi in classe, creando continuità tra aggiornamento professionale e attività con gli studenti. A chiudere l’esperienza, una sfida finale tra le classi: una “challenge box” con enigmi, circuiti, labirinti e meccanismi da risolvere in squadra. Un momento di entusiasmo e collaborazione che ha sintetizzato lo spirito di Sparkle: imparare facendo, ragionando insieme e mettendosi in gioco.

Un progetto che ha lasciato competenze, strumenti e soprattutto una scintilla: quella della curiosità scientifica.


--