CLES. La Val di Non ha ora un nuovo presidio socio‑sanitario di prossimità: la Casa della Comunità di Cles, undicesima delle 14 previste in Trentino, che completa la rete del Distretto nord dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. La struttura, presentata alle istituzioni e alla cittadinanza, serve un bacino di circa 40mila abitanti ed è stata realizzata nell’area dell’ex caserma dei vigili del fuoco. Si sviluppa su cinque livelli per 1.500 mq complessivi, con un investimento di circa 8 milioni di euro tra fondi Pnrr e provinciali. La Casa della Comunità ospita tutte le funzioni del nuovo modello di assistenza territoriale: il Punto unico di accesso, riferimento integrato per bisogni sanitari e sociali; i medici di medicina generale e i pediatri, presenti secondo progettualità in definizione; percorsi di teleconsulto; diagnostica di base e specialistica (reumatologia, cardiologia, geriatria, disturbi cognitivi). Centrale il ruolo dei servizi infermieristici, anche di famiglia e comunità, che garantiscono accoglienza, valutazione, attività ambulatoriali e assistenza domiciliare, con attenzione ai pazienti fragili.
Forte l’integrazione con i Servizi sociali e con Spazio Argento. La direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani ha illustrato le caratteristiche dell’edificio, progettato secondo criteri Nzeb: isolamento avanzato, pompe di calore geotermiche e aerotermiche, impianto fotovoltaico che copre oltre il 65% dei consumi. Il piano terra accoglie front office, portineria, pediatri e associazioni; i piani primo e secondo ospitano medici di famiglia, ambulatori infermieristici e specialistici, assistenti sociali e Uvm; l’ultimo piano sarà gestito dal Comune. Per il direttore generale Antonio Ferro, la struttura rappresenta un tassello decisivo nella riorganizzazione della sanità territoriale trentina, fondata su integrazione professionale, telemedicina e presa in carico coordinata delle cronicità. Il modello non sostituisce gli ambulatori periferici, ma li mette in rete. La direttrice delle cure primarie Daniela Zanon ha sottolineato il valore del lavoro condiviso e della presenza quotidiana di medici e pediatri, che favorirà confronto e continuità assistenziale.
Fondamentale la collaborazione con Servizi sociali e volontariato. La sindaca di Cles Stella Menapace ha evidenziato l’importanza dell’opera per tutte le Valli del Noce, ringraziando residenti e tecnici e annunciando una riflessione condivisa sulla destinazione del piano affidato al Comune. Per il presidente della Comunità di Valle Martin Slaifer Ziller, la Casa della Comunità è un polo dinamico, capace di evolvere con i bisogni reali del territorio. L’assessore alla salute Mario Tonina ha richiamato la necessità di fare rete per rispondere a invecchiamento, cronicità, liste d’attesa e sovraffollamento dei Pronto soccorso, valorizzando la capillarità dei servizi. Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha ricordato come il Trentino sia tra i primi territori italiani ad aver quasi completato la rete delle Case della Comunità, confermando l’impegno a rafforzare la sanità territoriale e l’attrattività del sistema con la Scuola di Medicina e il nuovo Polo ospedaliero universitario.



