TRENTO. Costituire strumenti di conoscenza e diffusione del sistema culturale provinciale in modo condiviso, riducendo la distanza tra l'azione pubblica e i vari portatori di interesse, puntando a rendere le politiche culturali sempre più vicine ai bisogni della comunità. È questa la visione strategica alla base del SIC, il Sistema Informativo Culturale Trentino, presentata oggi in un evento dal titolo "Dati per la cultura, valore per il territorio" che si è svolto nella Sala Depero del palazzo sede della Provincia. Presente l'assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa, che ha sottolineato il valore peculiare del nuovo sistema informativo: "La cultura rappresenta l’anima vibrante del nostro territorio: un mondo variegato e in continua evoluzione che unisce istituzioni, professionisti, associazioni e volontari. Oggi la nostra sfida principale non è solo conservare questo immenso patrimonio, sia materiale che immateriale, ma renderlo sempre più vivo, accessibile e sostenibile. Per riuscirci, abbiamo bisogno di una bussola: una conoscenza precisa della realtà basata su dati chiari, coordinati e capaci di far dialogare i diversi settori. I dati non sminuiscono il valore emotivo della cultura, ma ci permettono di orientarci anche al fine del miglior utilizzo delle risorse pubbliche. Raccogliere e analizzare queste informazioni è fondamentale per diverse ragioni: capire chi frequenta i nostri spazi e chi ne resta escluso, anticipare i cambiamenti del settore, misurare scientificamente l'impatto del welfare culturale sul benessere della comunità e garantire trasparenza nelle scelte politiche. Il nostro obiettivo è allineare costantemente le Linee guida per le politiche culturali alle reali trasformazioni della società. Proprio per questo nasce il progetto di ripensamento e implementazione del SIC: un percorso strutturato per far sì che la straordinaria forza del sistema culturale trentino possa esprimere appieno tutto il suo potenziale strategico".
L'incontro, realizzato in collaborazione con la Fondazione Franco Demarchi, ha visto la presenza di amministratori, esperti e operatori del settore.
Nel corso della mattinata, introdotta da Roberta Opassi dell'Assessorato alla cultura PAT, si sono susseguiti gli interventi del dirigente generale dell'UMST per i beni e le attività culturali Paolo Fontana e del presidente della Fondazione Franco Demarchi Paolo Decarli, che hanno rimarcato l'importanza di fare rete per costruire un ecosistema culturale che sia davvero integrato, trasparente e partecipativo.
"Con il SIC si va a definire la struttura portante della governance presente e futura delle nostre politiche culturali, mantenendo centrale l'analisi dei dati e cercando di superare le frammentazioni del passato. Grazie alla co-progettazione con gli stakeholder, dal 2026 avvieremo una raccolta dati strutturata — partendo dallo spettacolo dal vivo — per ottimizzare le risorse e guidare le decisioni pubbliche. Il SIC sarà un motore fondamentale per supportare e traghettare il sistema trentino verso l'innovazione e garantire la massima accessibilità della cultura a tutti", ha anticipato Fontana.
"La volontà di fare rete, raccogliendo e condividendo informazioni e buone pratiche, è un obiettivo prioritario per la Fondazione Demarchi. Oltre a garantire un supporto operativo al progetto, valorizzeremo la ricerca – una delle nostre tre aree fondamentali – mettendo a disposizione un nostro ricercatore per la mappatura culturale del territorio. Crediamo fermamente che la cultura sia un pilastro del welfare e del benessere della comunità: per questo vogliamo essere attori protagonisti del sistema attraverso il nostro neonato hub culturale - LOOM -, uno spazio che ci vedrà in prima linea nel panorama locale", ha sottolineato Decarli.
Il valore strategico della gestione dei dati è stato successivamente approfondito nella sessione intitolata "Perché i dati contano: ispirazioni da chi li usa ogni giorno", moderata da Francesca Lambertini di BAM! Strategie culturali, che collabora al progetto, con gli interventi di Simona Ricci dell'Associazione Abbonamento Musei e di Alessandro Borchini del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa.
I due relatori hanno condiviso le loro esperienze sul campo, dimostrando concretamente come l'analisi dei comportamenti del pubblico possa tradursi in un'offerta culturale più inclusiva, efficace e a misura di cittadino.
Al centro dell'evento, il Sistema Informativo Culturale Trentino che punta a mappare le risorse del territorio e a verificare costantemente l'efficacia delle linee guida provinciali. Il SIC non si limita a fotografare l'offerta culturale o analizzare le politiche culturali, bensì si struttura come un vero e proprio dispositivo finalizzato all'autovalutazione continua e all'ottimizzazione dei processi decisionali dell'amministrazione pubblica in campo culturale, valutando l'impatto economico e sociale sulla comunità degli interventi realizzati nei vari settori della cultura in Trentino. Non semplicemente, dunque, un contenitore di informazioni, ma un generatore di valore pubblico.
Per rendere i nuovi orientamenti strategici immediatamente riconoscibili anche visivamente, l'evento è stato l'occasione per svelare l'identità coordinata del SIC, caratterizzata da un logo geometrico che richiama una bussola, ovvero la capacità del sistema di mappare le risorse culturali e di orientare le future scelte strategiche basandosi su rigorose evidenze empiriche.
I lavori si sono conclusi con una serie di sessioni di discussione e tavoli di confronto per addetti ai lavori, che hanno visto i partecipanti mappare attivamente le attuali pratiche di raccolta e condivisione dei dati, analizzando - attraverso indicatori visivi e contributi diretti - le modalità operative e i bisogni del settore. Questo momento di collaborazione ha permesso di riflettere sull’utilità strategica delle informazioni, fornendo elementi concreti per programmare le future evoluzioni del Sistema Informativo Culturale.

