Società Val di Sole

Una chiesa restaurata e 18 ministri eucaristici per il vescovo Lauro Tisi

Domenica 28 giugno si è svolta la visita ai piccoli centri di Bozzana e Cassana nel comune di Caldes

CALDES. Domenica solandra per il vescovo di Trento Lauro Tisi, protagonista di due appuntamenti nelle chiese di Bozzana e Cassana, nel comune di Caldes. Alla messa di buon’ora, nella chiesa di Bozzana ha provveduto alla nomina di 18 ministri eucaristici, provenienti dalla Val di Sole e dalla Val di Non; dopo di che a metà mattina, un’altra messa ha “inaugurato” il restauro della chiesa di San Tommaso apostolo a Cassana. In entrambi i casi la popolazione ha accolto festosa il presule, che ha ricambiato con affabilità e cordialità i sorrisi e le strette di mano. Nel corso della messa a Cassana, concelebrata con il parroco don Renato Pellegrini, Tisi ha ribadito il valore che solo il darsi per gli altri può aggiungere alla vita di ciascuno di noi; e se ogni relazione, dalla più stretta alla più larga, può contenere i germi dell’egoismo, ecco che solo il vivere per l’altro ci garantisce momenti di vera e duratura felicità.

Accolto dal saluto dell’assessore Mauro Pancheri e dalla tenace presenza della signora Gemma Comini, nonagenaria fino a non molto fa sacrestana della chiesa, Tisi ha partecipato con interesse all’esposizione dei lavori di restauro conclusi dopo dieci anni di lavori ed esposti dal funzionario della Soprintendenza Salvatore Ferrari: nel 2015 infatti, in occasione degli interventi di risanamento e consolidamento statico dell’edificio sacro, conclusi nel 2016, e degli scavi archeologici, furono eseguiti alcuni sondaggi stratigrafici dal restauratore Giuseppe Delpero, che avevano rimesso in luce, all'interno e all'esterno, lacerti di decorazione dipinta e intonaci antichi. In particolare, in facciata era stato ritrovato un frammento di un San Cristoforo, mentre all’interno erano stati riscoperti frammenti di un’Ultima Cena e parte di una figura nimbata, riconducibile quest'ultima, per ragioni stilistiche, a una bottega di pittori itineranti di provenienza lombarda, nota con il nome convenzionale di Maestro di Sommacampagna, attiva in Trentino tra il 1366 e il 1380 circa.

Vista l'importanza dei ritrovamenti, la Soprintendenza per i beni culturali, tramite l'Ufficio per i beni storico-artistici, decise di progettare e finanziare in diretta amministrazione l'intervento di scoprimento delle superfici affrescate.

Gli interventi furono progettati e diretti dallo stesso Salvatore Ferrari, con la collaborazione del geometra Claudio Vicenzi, della restauratrice Francesca Raffaelli, del chimico dott. Stefano Volpin e dell'architetto Giovanni Dellantonio. Il lavoro fu condotto nell'autunno del 2018 da Enrica Vinante e ha consentito la riscoperta di apparati decorativi trecenteschi e quattrocenteschi, mentre con l'intervento di demolizione della mensa dell'altare laterale destro e con la realizzazione del tassello di scoprimento sulla spalla interna destra dell'arco santo – operazioni eseguite dalla ditta Bronzini L. & C. sas. Restauro opere d'arte tra il 21 ottobre e il 12 novembre 2019 – sono state rimesse in luce altre porzioni di superfici dipinte.

Le sorprese non sono mancate: in facciata sono tornati visibili, dopo oltre tre secoli, la parte superiore della figura di San Cristoforo con Gesù Bambino sulle spalle e un lacerto di Madonna, assegnabili al Maestro di Sommacampagna. All'interno, sulla parete sud, sono stati ritrovati due cicli sovrapposti: il più antico databile al terzo quarto del XIV secolo (con figure di santi e sante, tra cui, Santa Margherita), l'altro al terzo quarto del Quattrocento (Ultima Cena, San Salvatore, Santo Stefano, San Rocco e San Sebastiano), attribuibile a un pittore di ambito lombardo. Invece, sulla parete dell'arco santo (a destra), sotto lo scialbo sono riapparsi un frammento di Crocifissione e un riquadro con San Pietro, quest'ultimo riferibile ad un anonimo frescante trecentesco, che è stato denominato Maestro di Cassana, attivo anche nella chiesa di Sant'Udalrico a Corte Inferiore in Val di Rumo.

I costi di questo intervento, interamente a carico della Soprintendenza per i beni culturali, sono ammontati a € 49.

602,77. Nel 2020 lo stesso gruppo di progettazione – coadiuvato dall’ing. Moreno Battocletti per la prestazione di coordinatore per la sicurezza, supporto alla direzione lavori e calcoli statici per il ripristino della stabilità di una porzione della muratura perimetrale e la ricostruzione statica e architettonica di una parte della nicchia esistente nella parete sud – ha predisposto il progetto esecutivo per il restauro delle superfici affrescate, eseguito nel 2021 dalla impresa RESTART s.r.l. di Nicola Donadoni.

I costi di questo intervento, interamente a carico della Soprintendenza per i beni culturali, sono stati quantificati in € 71.259,76 (oneri fiscali compresi).

Infine, tra il 2023 e il 2024, con autorizzazione della Soprintendenza per i beni culturali del 29 luglio 2022 e con la direzione lavori affidata dalla Parrocchia all’architetto Roberto Paoli, la ditta Restart s.r.l. ha restaurato l’altare maggiore con la pala risalente al 1644, l’altare laterale di San Cristoforo realizzato a fine ‘500 e ornato da una pala seicentesca e un banco in legno risalente al XVII secolo, mentre le finestre dell’aula e del presbiterio sono state restaurate dalla ditta Caron Vetrate Artistiche. Su un importo contabilizzato di € 132.898,72, la Provincia autonoma di Trento, tramite la l’Unità di missione strategica soprintendenza per i beni e le attività culturali, è intervenuta con un contributo complessivo di € 106.319,00, pari all’80% della spesa ammessa. Contestualmente è stato ricollocato a parete un prezioso paliotto seicentesco in cuoio dipinto, già restaurato nel 2015 da Claudius Schettino e da Elena Bartolozzi su incarico della Soprintendenza per i beni culturali, per un costo di € 20.000.