Cultura Val di Non

Addio a padre Erminio Gius

Nato a Malosco, aveva 88 anni ed è stato uno dei padri della psicologia italiana

Addio a padre Erminio Gius

MALOSCO. Cordoglio per la scomparsa di padre Erminio Gius, frate francescano cappuccino, psicologo e docente universitario, figura di rilievo nel panorama della psicologia italiana. Aveva 88 anni: era nato infatti a Malosco nel 1938. Era attualmente ricoverato nell’infermeria dei frati a Santa Caterina di Rovereto.

Sacerdote dell’Ordine dei frati minori cappuccini, padre Gius ha saputo intrecciare in modo originale e fecondo il cammino religioso con quello accademico e scientifico. Dopo la licenza in teologia alla Pontificia Università Lateranense di Roma, si era formato all’Università di Padova, dove si laureò in filosofia nel 1970, per poi perfezionarsi in psicologia sociale e clinica all’Università di Oxford. Dal 1974 fu docente di psicologia sociale all’Università di Padova, dove dal 1990 al 2010 ricoprì la prima cattedra di psicologia sociale.

Insegnò anche all’Università di Trento, alla Libera Università di Bolzano e alla Pontificia Università Antonianum di Roma. Autore di circa 270 pubblicazioni, seguì centinaia di tesi e accompagnò generazioni di studenti, contribuendo in modo significativo allo sviluppo della psicologia in Italia.

Nel suo percorso, fede e scienza non furono mai vissute come mondi contrapposti. Da frate e studioso, padre Gius dedicò particolare attenzione alla sofferenza psichica, al dolore mentale, alle relazioni familiari e ai problemi etici della scienza.

La sua ultima pubblicazione, uscita nel 2025, è “Lungo il fiume dell’anima”, scritta con la sua ex allieva Valeria Ugolini: un libro in forma dialogica che ripercorre cinquant’anni di storia della psicologia italiana attraverso la sua esperienza personale, accademica e spirituale.

(VEDI intervista a Telepace)

Tra i temi a lui più cari vi era la necessità di “disarmare la parola”, soprattutto in un tempo segnato da comunicazioni aggressive, fragilità relazionali e smarrimento nei giovani. Per padre Gius, riconoscere la propria vulnerabilità era il primo passo per costruire relazioni più vere, umane e pacificate.

Il funerale non è stato ancora fissato.