Cultura Val di Sole

Sul Presena la 49ª Festa della Fratellanza unisce comunità e istituzioni

Domenica 23 agosto 2026 a 2.700 metri, tra i luoghi della guerra bianca, la cerimonia rilancia un messaggio di dialogo e speranza. Autorità italiane e austriache, associazioni d’arma e cittadini insieme per ricordare i caduti e costruire un futuro di fratellanza

Sul Presena la 49ª Festa della Fratellanza unisce comunità e istituzioni

TONALE. Ritorna anche quest’anno, domenica 23 agosto 2026, la Festa della Fratellanza al Passo Paradiso, un appuntamento che da quasi mezzo secolo unisce comunità, istituzioni e associazioni nel segno della memoria e della pace. A 2.700 metri di altitudine, dove un tempo correva la linea del fronte della Grande Guerra, la celebrazione assume un valore che va oltre il ricordo storico e diventa un messaggio civile rivolto al presente, segnato da nuovi conflitti e da un bisogno urgente di dialogo. La 49ª edizione si apre con il ritrovo al Passo Tonale e la salita verso il ghiacciaio Presena, dove la sfilata del Corpo bandistico Ossana-Vermiglio accompagna i partecipanti fino al luogo della cerimonia. Qui, al Passo Paradiso, la Santa Messa celebrata da don Enrico Pret e il canto del Coro “Santa Maria Assunta” di Tassullo introducono un momento di raccoglimento che culmina con la deposizione delle corone al Monumento alla Fratellanza. Seguono gli interventi delle autorità italiane e austriache, delle delegazioni del Comune di Mitterndorf e della Croce Nera Austriaca, insieme alle associazioni combattentistiche e d’arma, dagli Alpini ai Kaiserjäger, dai Kaiserschützen agli Schützen.

La Festa della Fratellanza non è solo una cerimonia, ma un ponte tra passato e presente.

Il territorio del Tonale conserva infatti le tracce profonde della guerra bianca, combattuta tra il 1915 e il 1918 in condizioni estreme. Il primo scontro, il 9 giugno 1915, vide l’attacco italiano respinto dalle linee austro-ungariche, ma fu seguito da gesti di umanità come quello del tenente Quandest, che inviò pattuglie a recuperare gli alpini feriti destinati a non sopravvivere alla notte sul ghiacciaio. La linea del fronte rimase stabile a Passo Paradiso fino al 1918, mentre l’inverno 1916-1917, segnato da valanghe e gelo eccezionale, causò la morte di 30.000 soldati.

La popolazione di Vermiglio visse direttamente il dramma della guerra: nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1915 il paese venne evacuato nel campo profughi di Mitterndorf, in Austria Superiore. Dei 1.500 sfollati, 204 non fecero ritorno. Oggi quei fatti sono ricordati nei monumenti dell’Albiolo e di Cima Cadì, dove nel 2022 sono state ritrovate le salme di dodici soldati austro-ungarici, e nel monumento del Passo Paradiso, cuore della Festa della Fratellanza.

Un ruolo fondamentale nella conservazione di questa memoria è svolto dal Museo della Guerra Bianca di Vermiglio, nato dall’instancabile lavoro di Emilio Serra, recuperante e ricercatore che dedicò la vita alla raccolta di testimonianze del conflitto. La sua collezione, inizialmente ospitata nell’Albergo Alpino, è oggi esposta nel Polo Culturale di Vermiglio, grazie all’impegno della famiglia e del Comune. Il museo, gestito dall’associazione presieduta da Achille Serra, è aperto quotidianamente e rappresenta un presidio culturale riconosciuto anche a livello internazionale.