Cronaca Val di Sole

Italia Nostra contro lo SkyWalk di Passo Paradiso

“La terrazza panoramica sul Passo Paradiso (Ponte di Legno) che sfregia cielo e montagna”

Italia Nostra contro lo SkyWalk di Passo Paradiso

TRENTO. Italia Nostra prende posizione contro la progettata SkyWalk a Passo Paradiso. “In località Monticelli, poco distante da Passo Paradiso, stanno per prendere avvio i lavori di realizzazione di una gigantesca piattaforma a sbalzo, con pavimento e parapetti vetrati, ancorata alla sommità della roccia attraverso un compatto blocco edilizio. Le dimensioni della struttura – si legge in un comunicato - saranno tali da annullare qualsiasi possibilità di equilibrio tra segno dell’uomo e contesto ambientale chiamato ad accoglierlo.  Un progetto che non solo porta all’estremo limite le leggi della statica, ma che sfida anche la tradizione alpina del rapporto uomo-natura, stravolge lo skyline della montagna, annienta e irride qualsiasi forma di rispetto di un luogo e del suo genius loci. Le finalità del progetto soverchiano completamente ciò che questa montagna ha da sempre offerto ai suoi frequentatori: un ambito alpino in equilibrio e profonda armonia con il contesto, un luogo del silenzio, abitato da una fauna pregiata (stiamo parlando dell’aquila, della pernice bianca, del gallo forcello, dell’ermellino), tracciato solo da antichi sentieri e dai segni che la Grande Guerra vi ha dolorosamente depositato. L’intento della committenza (la SIT S.p.A. - Società Impianti Turistici, di Ponte di Legno) è – si legge ancora - realizzare una struttura che permetterà di godere del suggestivo panorama a 2585 metri di quota, capace di intercettare il nuovo turismo della “vacanza adrenalinica” e di innalzare così l’appeal turistico del comprensorio. Per la presentazione del progetto si sono usati termini che contrastano con l’effettivo significato dell’intervento: non può esserci “valorizzazione del territorio” mediante operazioni di totale stravolgimento della sua essenza.

Questa terrazza, infatti, qualora realizzata, causerà un notevole e irreversibile impatto paesaggistico, modificherà la lettura del paesaggio e soverchierà perfino i segni della storia sedimentatasi su questa montagna. Verrà mortificato il senso e il valore delle fortificazioni della guerra e la storia raccolta nel confronto severo della contesa della Cresta dei Monticelli. Il pesante ingombro della terrazza diverrà l’attrazione prevalente che offuscherà quanto le testimonianze della guerra, ancora oggi ben leggibili, sono in grado di trasmettere: un patrimonio collettivo secolare che deve rimanere forte testimonianza contro la guerra, che deve raccontare a noi e alle future generazioni quanto si è vissuto, sofferto su queste creste.

Il disastro prenderà avvio già con i lavori per la sua realizzazione - che richiedono innumerevoli voli in elicottero con il conseguente disturbo alla fauna selvatica -, e proseguirà con la necessaria infrastrutturazione di sentieri e luoghi di sosta adatti ad un nuovo turismo, di tipo meno “alpinistico”, meno attento, meno sensibile, meno rispettoso.

Ciò che più lascia sgomenti in questo caso - si legge ancora - è la posizione degli enti pubblici, che dovrebbero essere preposti alla salvaguardia del territorio e delle sue specificità, tutelare i territori che norme ben precise proteggono con vincoli importanti, inderogabili: vincoli paesaggistici, edilizi, ambientali.

Il comprensorio sciistico non ha certo bisogno di imporre al territorio simili strutture per aumentare l’appeal. La SIT, pur dovendo per scopi statutari ridistribuire gli utili in nuovi impianti (ma un simile statuto che investe unicamente sull’incremento del numero dei passaggi, sottostimando i reali problemi del turismo sul passo e a Ponte di Legno, sarebbe completamente da rivedere), dovrebbe, insieme al Comune socio di minoranza, investire in una politica di tutela dell’ambiente alpino, anche in vista degli effetti dei cambiamenti climatici che numerosi segnali ormai ci indicano presenti nell’ambiente alpino.

I temi più urgenti da affrontare per mantenere la vivibilità e l’attrattività della montagna sono la gestione delle riserve d’acqua, la casa per i giovani, la logistica per lavoratori, la dotazione di servizi sociali e infrastrutture. Nelle località turistiche è sempre più difficile trovare personale disponibile al lavoro stagionale causa la scarsità di posti letto per lavoratori, il costo della vita eccessivo, la carenza di servizi sociali, l’assenza di innovazione, il contrasto con la fuga dei giovani. Per offrire risposta alle problematiche in atto e alle conseguenze che portano sulle alte quote è necessario invertire rotta. Basta cementificazione, infrastrutture viarie, ampliamenti delle aree sciabili. È necessario stabilire un limite preciso alla capacità di trasporto meccanico in quota delle persone.  Forte di queste considerazioni Italia Nostra chiede alle pubbliche amministrazioni - al Comune di Ponte di Legno e di Vermiglio - la sospensione immediata del lavori, la ridefinizione innovativa di un progetto del turismo che offra una montagna libera da nuove infrastrutture, siano queste definite “leggere” o “pesanti”.