MALÉ. «Prendetevene cura, approfondite anche le cose più insignificanti». Sono parole scritte da Giuseppe Šebesta durante una delle sue visite in Val di Sole e tornate a risuonare venerdì sera nelle sale del Museo della Civiltà Solandra di Malé. Una frase semplice, ma capace di riassumere buona parte dell'insegnamento lasciato dal grande etnografo trentino di origine ceca: osservare, raccogliere e conservare anche ciò che può apparire umile o privo di valore, perché proprio nelle piccole cose si custodiscono spesso le tracce più autentiche della vita e della cultura di una comunità. Alla figura di Giuseppe Šebesta (1919-2005), etnografo, antropologo e infaticabile studioso delle culture popolari del Trentino, il Museo della Civiltà Solandra ha dedicato la conferenza “Giuseppe Šebesta: dalla Valle del Fersina alla Val di Sole”, svoltasi venerdì 2 ottobre.
L'appuntamento, organizzato dal Museo della Civiltà Solandra e dal Centro Studi per la Val di Sole, in collaborazione con l'Istituto Culturale Mòcheno – Bersntoler Kulturinstitut, ha anticipato le due giornate promosse dalla Rete Etnografica Trentina, dedicate ai musei etnografici del territorio. A condurre la serata è stato il giornalista Alberto Mosca, direttore responsabile del notiziario del Centro Studi “La Val”: la rivista nel 2005 dedicò uno speciale a Sebesta nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa, raccogliendo le testimonianze pronunciate nel giorno del funerale. Sono intervenuti quindi Salvatore Ferrari, presidente del Comitato di gestione del Museo, Federica Costanzi, già presidente del Centro Studi per la Val di Sole e del Comitato di gestione del Museo della Civiltà Solandra, che ha tracciato un parallelo tra la figura di Sebesta e quelle fondatrici del museo di Malé: Bruno Silvestri, Italo Covi e Silvia Casna, Cesare Costanzi e Maria Fedrizzi; infine Irene Fratton, antropologa e conservatrice museale dell'Istituto Culturale Mòcheno, che ha trattato il rapporto tra l’antropologo e la Valle del Fersina, luogo in cui ha vissuto e al quale ha dedicato importanti studi e ricerche.

