Cronaca Trento

Codice della strada, il Governo vara la riforma

Multe più basse, patente digitale e nuove regole per moto e biciclette. Via libera del Consiglio dei ministri il 13 ottobre

Codice della strada, il Governo vara la riforma

ROMA. Cambia ancora il Codice della strada. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, martedì 13 ottobre, lo schema del nuovo testo, frutto della revisione promossa dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La riforma punta a semplificare le norme, alleggerire le sanzioni meno gravi e rafforzare i controlli sui comportamenti più pericolosi. Le disposizioni dovranno completare l'iter previsto prima di diventare operative.


Multe più basse e stop agli aumenti automatici. Una delle principali novità riguarda la riduzione degli importi delle sanzioni. Le multe minime da 26 e 42 euro scenderanno rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro saranno ridotte a 80 euro. Prevista anche l'eliminazione dell'adeguamento automatico biennale all'inflazione, sostituito dalla possibilità di aggiornamenti discrezionali in determinate condizioni.


Patente e libretto non più obbligatori in formato cartaceo. Gli automobilisti non saranno più tenuti a portare con sé i documenti cartacei di guida e circolazione, poiché le forze dell'ordine potranno verificarli attraverso le banche dati telematiche. Un'importante semplificazione che accompagnerà la digitalizzazione delle procedure.


Multe da autovelox: notifiche più rapide. Per le infrazioni rilevate a distanza senza contestazione immediata, il termine previsto per la notifica dei verbali da parte dei Comuni passerà da 90 a 45 giorni.

Le comunicazioni avverranno prioritariamente attraverso strumenti digitali, come la piattaforma SEND o la posta elettronica certificata, quando disponibile.


Assicurazione obbligatoria, controlli più severi. Per i veicoli che circolano senza copertura assicurativa viene introdotto un divieto di marcia a tempo indeterminato, fino alla regolarizzazione. I veicoli stranieri che circolano in Italia per oltre 30 giorni dovranno inoltre rispettare gli obblighi assicurativi italiani. Previsti strumenti più efficaci per recuperare le multe non pagate dai conducenti stranieri.


Motociclisti, accesso alla corsia di emergenza. Tra le novità figura la possibilità per le motociclette di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti, secondo condizioni che dovranno essere definite. Previsto anche un programma per l'installazione di barriere stradali specificamente progettate per proteggere i motociclisti.


Casco e contrassegno per le biciclette a propulsione. La riforma introduce l'obbligo di casco e contrassegno identificativo per i cosiddetti cicli a propulsione, una categoria che comprende anche alcuni mezzi utilizzati dai rider per le consegne. Per i monopattini elettrici viene invece rafforzato il divieto di circolazione quando rappresentano un intralcio o un pericolo per i pedoni.


Disabili, contrassegno valido in tutta Italia. Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), consentendo il riconoscimento delle autorizzazioni su tutto il territorio nazionale e semplificando gli spostamenti delle persone con disabilità.


Camion e autobus, guida fino a 70 anni. Per i conducenti professionali viene innalzato da 68 a 70 anni il limite massimo di età per la guida dei veicoli delle categorie interessate, subordinatamente a verifiche mediche biennali. Nessun obbligo generalizzato di PEC e nessuna stretta automatica sugli over 85. Rispetto alle precedenti bozze, il Governo ha eliminato le disposizioni che avrebbero imposto una casella PEC ai titolari di patente e ai proprietari dei veicoli, così come le limitazioni automatiche alla guida per gli automobilisti con più di 85 anni.


La riforma segna dunque un cambiamento di impostazione: meno burocrazia e sanzioni generalmente più contenute, ma maggiore severità per le violazioni considerate più pericolose. Il testo approvato dal Governo dovrà ora affrontare i successivi passaggi normativi. Le nuove regole, pertanto, non sono ancora entrate in vigore.


Fonti: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, comunicazioni del 13 ottobre 2026