Società Trento

Da Romeno a Preghena nella Guida Osterie 2027

Nelle valli del Noce si conferma il Nerina di Malgolo; new entry Malga Preghena. Il 3 novembre la presentazione a Trento

Da Romeno a Preghena nella Guida Osterie 2027

TORINO. È stata presentata lunedì 19 ottobre a Torino l’edizione 2027 della Guida Osterie d’Italia. Otto le chiocciole della provincia di Trento: a Brentonico Maso Palù, a Canal San Bovo Maso Santa Romina, a Isera la Locanda delle Tre Chiavi, a Levico Terme il Boivin, a Romeno Nerina, a Soraga Ciasa do Paré, a Pergine Osteria Storica Morelli. Nuova chiocciola 2027 l’Osteria 17, sempre a Pergine, il nuovo progetto ristorativo di Paolo Betti. Tre nuovi ingressi tra le segnalazioni. Da quest’anno sono suggeriti dalla guida, insieme a una trentina di altri locali, anche La Locanda del Minatore a Faedo, Agritur El Mas di Moena e Vallarom di Avio. Nell’inserto malghe due nuove presenze: Malga Telvagola sul Lagorai e Malga Preghena nelle Maddalene.

Trentasei anni fa l’intuizione di Carlo Petrini e di un piccolo gruppo di sodali diede origine alla guida: si resero conto che c’era bisogno di una ricognizione delle osterie, che in quegli anni stavano scomparendo. Quattro i capisaldi del sussidiario del mangiarbere all’italiana che hanno ridefinito da quel momento il modello di osteria e che non sono mai cambiati: cucina locale nel suo contesto autentico, uso di prodotti di qualità e del territorio, prezzi accessibili ai più e calda accoglienza.

Queste linee guida sono rimaste le stesse da allora e hanno accompagnato un’evoluzione che ha riportato l’attenzione su questo modello di ristorazione a partire dagli anni ‘90, senza tuttavia uniformare una diversità di proposte che invece è parte fondamentale dello spirito della guida. Di tutto questo non si può che ringraziare Carlo Petrini, che per la prima volta mancherà alla presentazione della guida.

Il primo dato della guida 2027 è 1952. Tanti sono i locali segnalati in questa nuova edizione, in cui campeggiano ben 175 Locali Quotidiani, ovvero i pastifici, le gastronomie, le enoteche con cucina, che per la prima volta compaiono come sezioni regionali e non più raggruppati in fondo al volume. In più, come ogni anno, gli inserti regionali con i bacari veneziani, i buffet triestini, le malghe trentine, i fornelli pugliesi, i trippai fiorentini e tanti altri locali tipici di ogni regione. In tutta Italia esiste la possibilità di apprezzare le forme più semplici di ristorazione popolare, e che questo modello continua a svolgere la funzione per cui è nato, e anzi è in grado di ampliare sempre di più la sua clientela, che proprio lì ritrova gli ingredienti e i piatti delle tradizioni locali.

Dei 1952 locali segnalati nella guida, sono 335 i locali a cui è assegnata la Chiocciola, che viene attribuita a quelle insegne che si contraddistinguono per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza decisamente in sintonia con i valori di Slow Food.

La Guida Osterie d’Italia sarà presentata al MUSE di Trento, martedì 3 novembre con una grande cena itinerante che coinvolgerà ben 20 osterie nei tre piani del museo. Sarà preceduta da una conferenza con numerosi ospiti e il responsabile editoriale della guida e amministratore delegato di Slow Food Editore, Carlo Bogliotti. Le prenotazioni sono aperte e sul sito di Slow Food Trentino è possibile trovare tutte le informazioni.