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Anef, il futuro della montagna passa dai giovani, dagli investimenti e da una visione quattro stagioni

All'Assemblea di Milano il confronto tra istituzioni, imprenditori e studenti. Obiettivo: creare opportunità per le nuove generazioni e rafforzare la competitività dei territori

Anef, il futuro della montagna passa dai giovani, dagli investimenti e da una visione quattro stagioni

MILANO. Il futuro della montagna italiana si gioca sulla capacità di attrarre giovani, sostenere le imprese e trasformare i territori alpini e appenninici in luoghi dove vivere, lavorare e fare impresa durante tutto l'anno. È il messaggio emerso dall'Assemblea generale di ANEF, l'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, svoltasi a Milano nell'ambito del Milano Mountain Show e dedicata al tema "Generazioni in quota. Il futuro della montagna tra sfide e opportunità". Al centro del confronto il ricambio generazionale, considerato una delle principali sfide per la sopravvivenza e lo sviluppo delle comunità montane. Per la prima volta l'assemblea ha dato ampio spazio a giovani imprenditori del settore funiviario e agli studenti del Polo Unimont dell'Università degli Studi di Milano, chiamati a confrontarsi sulle prospettive della montagna del futuro. Nel corso dei lavori è emerso con forza come la montagna non possa più essere considerata esclusivamente una destinazione turistica legata alla stagione invernale. Le esigenze dei territori richiedono politiche capaci di garantire servizi essenziali, occupazione qualificata, infrastrutture e opportunità per le famiglie durante tutto l'anno. Un tema ribadito anche dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che ha richiamato la necessità di restituire centralità alle comunità montane attraverso una nuova stagione di investimenti e una legislazione più attenta alle specificità delle "terre alte".

A delineare il quadro economico è stato Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi di Confindustria, che ha ricordato come la montagna rappresenti una risorsa strategica per il Paese e un sistema complesso nel quale turismo, infrastrutture, servizi e attività produttive sono strettamente interconnessi.

Fontana ha sottolineato la necessità di rafforzare la competitività dei territori, favorire nuovi investimenti e creare occupazione qualificata, evidenziando anche il peso economico della filiera sportiva italiana, che vede il Paese tra i leader mondiali nell'export di articoli per gli sport invernali. Nel dibattito istituzionale, con la partecipazione degli europarlamentari Mario Mantovani e Pierfrancesco Maran e della senatrice Daniela Santanchè, è emersa la richiesta di un maggiore coordinamento tra politiche europee, nazionali e strategie territoriali. Santanchè ha evidenziato come gli impianti di risalita rappresentino il motore economico di molte vallate e come i risultati della stagione estiva dimostrino le potenzialità di una montagna capace di vivere dodici mesi all'anno.

Particolarmente significativa la testimonianza di sei giovani imprenditori funiviari provenienti da diverse località alpine, che hanno delineato la loro idea di montagna al 2040. Tra i concetti chiave emersi figurano rete, benessere, integrazione, storia, esperienza e destagionalizzazione. Una visione che mette al centro le persone, il valore delle relazioni e la capacità di costruire un'offerta turistica e territoriale diversificata, svincolata dalla sola stagione sciistica.

A tracciare il bilancio e la rotta per il futuro è stata la presidente di ANEF, Valeria Ghezzi, che nella sua relazione ha ripercorso i dodici anni alla guida dell'associazione.

Ghezzi ha sottolineato i risultati raggiunti in termini di rappresentanza del comparto, dialogo con le istituzioni e sostegno agli investimenti, indicando però nuove priorità strategiche: favorire il ricambio generazionale, contrastare lo spopolamento, rafforzare i servizi essenziali e sostenere l'evoluzione della montagna verso un modello "quattro stagioni".

Secondo ANEF, gli impianti di risalita continuano a rappresentare un'infrastruttura fondamentale per l'economia dei territori montani. A fronte di un fatturato di settore vicino a 1,5 miliardi di euro, l'indotto economico generato sarebbe dalle cinque alle sette volte superiore. Per questo l'associazione considera strategico continuare a investire in innovazione, sostenibilità ambientale, efficienza energetica e adattamento ai cambiamenti climatici.

Guardando avanti, il sistema montagna dovrà fare tesoro anche dell'eredità delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, trasformando la visibilità internazionale ottenuta in nuove infrastrutture, servizi e opportunità di crescita. La sfida indicata dall'assemblea è chiara: garantire alle nuove generazioni le condizioni per scegliere la montagna non solo come destinazione turistica, ma come luogo in cui costruire il proprio futuro personale e professionale.