DIMARO FOLGARIDA. Due viaggi nel passato, tra documenti, tradizioni, lavoro e memoria collettiva, per riscoprire aspetti della storia delle comunità della Val di Sole. È questo l'obiettivo di “Storia e storie dei nostri paesi. Brevi viaggi nel tempo tra ricordi ed emozioni”, l'iniziativa promossa dall'Ecomuseo Val Meledrio – La via degli Imperatori, insieme al Comune di Dimaro Folgarida, alla Biblioteca comunale e all'associazione culturale “Quei del Filò”.
Il programma prevede due incontri, entrambi di sabato alle ore 15.30, presso la Sala Mostre del Teatro comunale, dedicati a temi differenti ma accomunati dall'intento di valorizzare il patrimonio storico e culturale locale.
Il primo appuntamento, sabato 7 novembre, vedrà protagonista Francesca Angeli, che proporrà un intervento dal titolo “Le visite pastorali.
Momenti di fede, giubilo e incontro con le comunità”. Le visite pastorali rappresentano una fonte di particolare interesse per la ricostruzione della storia religiosa e sociale dei paesi. Attraverso questi momenti di incontro tra le autorità ecclesiastiche e le popolazioni locali è possibile conoscere aspetti della vita parrocchiale, delle tradizioni e delle relazioni tra la Chiesa e le comunità.
Sabato 14 novembre sarà invece la volta di Luciano Ramponi, con un incontro intitolato “L'antica calcara. Storie del bosco, di fuoco e di fatica”. Al centro dell'appuntamento vi sarà una delle attività tradizionali legate allo sfruttamento delle risorse del territorio: la produzione della calce. Le calcare, strutture utilizzate per la cottura della pietra calcarea, testimoniano un mondo di lavori e conoscenze oggi in gran parte scomparso, ma che per secoli ha avuto un ruolo importante nell'economia delle comunità alpine.
La produzione della calce richiedeva infatti la disponibilità di pietrame adatto, grandi quantità di legna e un lavoro impegnativo per alimentare e controllare il fuoco durante la cottura. Un'attività che intrecciava le risorse del bosco, le competenze artigianali e le necessità edilizie dei paesi.
L'iniziativa si inserisce nell'attività di valorizzazione della memoria e del patrimonio culturale promossa dall'Ecomuseo Val Meledrio, con l'obiettivo di mantenere vivo il legame tra le comunità e il loro passato.

