Ora che il Governo presieduto da Mario Draghi ha completato le procedure di insediamento, l"Associazione Nazionale Esercenti Funiviari (ANEF) chiede, in una nota, di agire con urgenza e tempestività per garantire a tutti gli operatori della montagna il giusto indennizzo.
La categoria, evidenzia l"associazione che rappresenta oltre il
90% delle imprese attive in Italia (circa 1800 impianti associati e 15.000
unità lavorative, tra collaboratori fissi e stagionali), risulta tra le più
danneggiate dalle conseguenze dell"epidemia da Covid-19: le aziende sono state
completamente bloccate e impossibilitate a lavorare fin dal 10 marzo 2020 (il Dpcm dovrebbe mantenere la chiusura fino a Pasqua) e i continui spostamenti delle date di apertura, prima annunciate
e poi annullate con ben 7 rinvii in 3 mesi, hanno comportato enormi disagi
organizzativi e pesanti costi di preparazione che ora compromettono la
sostenibilità aziendale. Ai mancati ricavi, quindi, si aggiunge la necessità di
continuare a sostenere gli ingenti costi fissi, "senza poter contare su
alcuna prospettiva di incasso da oggi fino a dicembre 2021".
"In totale saranno
21 mesi senza ricavi "“ sottolinea l"Anef - a fronte di costi strutturali che
superano, a livello aggregato, i 600 milioni di Euro annui". In ragione della grave situazione generale del settore, già dal
mese di dicembre 2020 Anef ha
avviato un intenso confronto con il Ministero dell"Economia e delle Finanze al
fine di arrivare alla definizione di misure di indennizzo che potessero
risultare adeguate e coerenti con la dimensione del danno subito dalle singole
società . Misure che devono essere però immediate e urgenti perché, spiega l"associazione, "non può essere sottovalutato, oltre al rischio di chiusura di molte società ,
il probabile blocco degli investimenti in nuovi impianti e tecnologie,
solitamente realizzati nel periodo estivo" con 150 milioni di euro investiti a
livello nazionale nel solo 2020. La conseguenza sarebbe una perdita di
competitività rispetto ai concorrenti stranieri e la riduzione degli
effetti da "moltiplicatore economico" garantiti all"indotto, "cioè a
tutte le imprese edili, agli artigiani e alle innumerevoli figure professionali
coinvolte nella realizzazione di ogni progetto". Ma l"Anef pone anche la questione dei lavoratori sia fissi
(circa il 35-40% del totale), per i quali chiede il prolungamento della cassa
integrazione, sia legata ai 10.
000 lavoratori stagionali (90.000 includendo l"indotto,
che attualmente risultano prive di qualsiasi ammortizzatore sociale o altra
forma di sostegno al reddito. "Dare un segnale di speranza a queste famiglie "“
afferma l"Anef - per evitare una grave crisi sociale e la perdita di importanti
competenze professionali maturate in molti anni di attività (macchinisti,
piloti dei mezzi battipista, tecnici degli impianti di innevamento programmato,
soccorritori, ecc.) è una priorità assoluta. Risulta, dunque, estremamente
urgente attivare idonee misure di indennizzo per il danno subito dalle società
funiviarie a favore della sicurezza e della salute di tutti i cittadini. Tali
misure dovrebbero essere rapide, dirette ed erogate sotto forma di capitale
immediatamente utilizzabile (sono da evitare altre forme quali il credito
d"imposta o l"incentivo all"investimento), perché molti operatori, dopo 12 mesi
senza ricavi, soffrono una tremenda crisi di liquidità , non sono più in grado
di ricorrere al credito bancario e iniziano a non avere la possibilità di fare
fronte nemmeno alle spese correnti".
