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Inquinamento e nuvole, un legame che si vede

Tra inverno ed estate, come cambiano le nuvole e come cambia il livello di inquinamento atmosferico

Inquinamento e nuvole, un legame che si vede
  • mer 04 mar 2026 08:53

Inquinamento e nuvole hanno un legame? Sì, ma non stiamo ovviamente parlando di tesi complottiste o di strane teorie: semplicemente, il movimento dell’aria influisce sia sull’accumulo di inquinamento nei bassi strati, sia sulla forma delle nuvole.

E quindi le nuvole, in particolare, ci possono dare informazioni indirette sulla qualità dell’aria. Ma andiamo con ordine, anzi, partiamo con una domanda.

Secondo voi, qual è la stagione con l’aria più inquinata nelle nostre valli del Noce e in Trentino in generale? Bene, se non sapete la risposta, ve la dico: è l’inverno. Perché? Perché in inverno le notti sono lunghe e l’aria si raffredda a partire dal suolo. L’aria fredda è più densa di quella tiepida e così finisce per “scivolare” letteralmente dai monti per accumularsi strato dopo strato nei fondovalle durante le lunghe nottate invernali.

In val di Non lo vediamo passando dal biotopo della Rupe e da maso Milano in inverno: non c’è dubbio che, anche grazie all’ombra, lì l’aria fredda ci sia e ristagni costantemente. Se c’è assenza di vento ed anche una concomitante alta pressione, il fenomeno è favorito: lo capiamo vedendo i fumi emessi dalle stufe addensarsi in orizzontale; l’aria si impregna giorno dopo giorno di inquinamento delle auto, dei riscaldamenti e delle industrie che rimane “pellicolare”, si distribuisce in basso restando incastrato nelle valli.

Dai monti, guardando le valli, si osserva in questi casi una “cappa” orizzontale, che spesso denota magari solo umidità più che inquinamento, ma tant’è, si tratta di uno strato stagnante ben visibile. Le ciminiere delle aziende più inquinanti, d’altro canto, sono studiate proprio per emettere al di fuori di questo strano garantendo la dispersione. E le nuvole, che c’entrano?

Fateci caso. In inverno, per quanto detto prima, i moti dell’atmosfera sono tendenzialmente stratiformi: domina spesso l’inversione termica, con l’aria fredda incastonata in basso. Le nuvole, di conseguenza, si sviluppano anch’esse in modo stratiforme. Oltre alle nebbie (che tecnicamente sono una nube… poggiata al suolo) notiamo in cielo strati, nembostrati, stratocumuli o altostrati come nell’immagine.

Tutte nuvole a strati, appunto. E quando è estate, invece, cosa cambia, e dove va l’inquinamento?

Nella stagione calda, le tante ore di sole scaldano molto il suolo, che a sua volta surriscalda l’aria immediatamente soprastante. Ecco allora che l’aria sui fondovalle più calda, galleggia e sale verso l’alto come una mongolfiera, spesso fino a grandi altezze, anche 10 e più chilometri come vedremo fra poco.

Così facendo, però, “risucchia” l’inquinamento e se lo porta via, verso l’alto dove i venti forti dell’alta atmosfera lo portano via (sì, lo state pensando: va semplicemente da un’altra parte.

post-img

Come diceva un mio professore, “pulire è sporcare da un’altra parte”).

Forse lo si intuisce anche per esperienza diretta, ma in estate l’aria da noi è quasi sempre pulita, e lo è comunque quasi sempre molto di più rispetto all’inverno. E le nubi cambiano di conseguenza: i moti verticali (chi vola a vela li chiama “termiche”, capaci di sorreggere in lunghi voli pure i rapaci) dominano e sviluppano nuvole a “cavolfiore”: cumuli, cumulonembi, fino ai temporali.

Nuvole elevatissime, che raggiungono alle nostre latitudini i 12.000 metri. Chi ha un certo spirito d’osservazione in questi giorni – di passaggio fra l’inverno e la stagione calda – avrà notato giornate sia con nuvole stratiformi (coincidenti ancora con qualche momento a tasso di inquinamento non trascurabile) ma anche grossi cumulonembi, avvistati ad esempio ieri, martedì 3 marzo.

Andando verso l’estate cambieranno sempre più le nubi, che diventeranno cumuliformi, “ciccione”, e calerà l’inquinamento. Perché, come abbiamo imparato oggi, le nuvole riescono a svelarci se è in corso un “ricambio d’aria” oppure no.

A titolo di esempio, dal bellissimo atlante internazionale delle nubi (qui: https://cloudatlas.wmo.int/en/home.html) eccovi due immagini, una di altostrati, l’altra di un cumulonembo. Una bella differenza, che dite? A presto per la prossima puntata!

 
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