Ma il cambiamento climatico quanto ha “spostato” verso l’alto la quota dello zero termico? Una domanda che troverete forse “strana”, ma che in realtà ci conduce ad uno dei modi migliori – e forse più comprensibili – per capire la reale entità del cambiamento climatico. Detta in altre parole, a che quota oggi ritrovo lo stesso clima che c’era a Cles o a Malé in passato? Alla stessa quota (e allora nulla sarebbe cambiato) oppure devo salire un po’? I boschi, le piante, sono in equilibrio oggi con le condizioni di 50/60 anni fa?
Per capirlo usiamo uno strumento raffinato, che si chiama Era5. Si tratta di una ricostruzione fedelissima, ora per ora dal 1940 ad oggi, delle condizioni meteorologiche a grande scala sull’Europa e nel mondo, grazie all’inserimento in un modello meteorologico di miliardi di dati, informazioni e rilevazioni effettuate in tutto il globo. Era5 quindi è una speciale libreria storica che ci consente di fare paragoni climatici, di vedere come sono cambiate le cose (dal vento, alle nuvole, fino alle temperature) dal 1940 ad oggi su una griglia fissa che ha un nodo ogni 30 chilometri circa e che quindi riesce a ricostruire molto bene come si sono succedute le situazioni meteorologiche nel tempo, tanto da venire usata persino per “educare” l’intelligenza artificiale nei nuovi modelli di previsione.
Giocando con lo strumento (uno dei siti che consente di fare studi del genere è questo: https://climatereanalyzer.org/research_tools/monthly_maps/, oppure si può andare nel Climate Data Store di Copernicus) si scopre che sulle Alpi, in libera atmosfera, la linea degli 0° è risalita di 180/200 metri circa.
Un innalzamento che non è esattamente costante per tutte le stagioni: è massimo in estate (valori oltre i 200 metri) ed in inverno sul versante sud alpino, leggermente più contenuto in primavera ed in autunno (sui 150 metri).
Oggi quindi, rispetto al secolo scorso, possiamo dire che le fasce climatiche è come se si fossero “alzate” di circa 200 metri. Il meteo, le temperature e la nevosità che trovavamo a 600 metri in passato, oggi le ritroviamo a 800 metri circa. La regola, ovviamente, è generale e luoghi dalla morfologia riparata, come le conche, potrebbero non rispondere esattamente a questo cambiamento. Ma se le persone a volte non si accorgono del cambiamento progressivo in corso così non è per le piante e i boschi. Alcuni segnali di disequilibrio (come il bostrico) potrebbero essere il prodromo di un notevole cambiamento, di fatto un rapido innalzamento, delle fasce vegetazionali che si era già osservato in ere lontane durante fasi relativamente miti. La mappa che vi propongo, relativa al mese di aprile, mostra il cambiamento della quota dello zero termico negli ultimi 25 anni rispetto al sessantennio 1940-1999.
I risultati sono piuttosto sorprendenti. Si nota infatti che lo zero termico, rispetto al secolo scorso, non è aumentato in tutta Europa in modo omogeneo; c’è un’area, in pieno Nord Atlantico, che si è persino raffreddata.
Ne avevo parlato nelle puntate scorse; quella “macchia azzurra” è dovuta alla fusione massiva della calotta groenlandese: acque dolci, senza sale e fredde, che si riversano nell’oceano restando in superficie e bloccando la tiepida Corrente del Golfo in moto dalla Florida verso la Scandinavia. Il rallentamento del grande nastro trasportatore così importante per l’Europa quindi, è già una realtà rilevabile: fra gli effetti, il raffreddamento della colonna d’aria al di sopra del mare freddo produce ad alte quote una maggiore tendenza alle basse pressioni (dove l’aria si muove in senso antiorario) e questo, di riflesso, “spara” su di noi più spesso aria calda dall’Africa e ci porta a un tempo spesso più da sud o da nord, rispetto al passato quando dominavano i flussi occidentali e l’anticiclone delle Azzorre.
Anche per questo, guardando la mappa, si nota che la fascia dove lo zero termico è cresciuto maggiormente si trova proprio su di noi. Le Alpi – qualche volta lo si sente dire dagli esperti – anche per questo motivo vengono considerate un “hot spot”, un punto caldo, del cambiamento climatico rispetto ad altre zone del mondo.
