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Scaramella: «È l'occasione per chiedere una moratoria sul fiume Noce»

sab 13 feb 2021 10:02 • By: Lorena Stablum

L'attivista chiede di chiudere definitivamente le questioni aperte legate all'acqua del torrente

«Mettiamo sul tavolo della discussione la moratoria per lo sfruttamento idroelettrico del fiume Noce». Luca Scaramella, ci tiene a precisarlo, non parla a nome del Comitato permanete di salvaguardia del fiume Noce che non ha avuto ancora l'occasione di confrontarsi su una posizione condivisa in merito al dibattito che si è riaperto intorno alla domanda di concessione a uso irriguo presentata dal Consorzio di miglioramento fondiario di secondo grado della Val di Non per derivare acqua dal fiume Noce in Val di Peio (Qui l'articolo).  

Porta comunque qualche riflessione ulteriore a quanto già affermato dai sindaci della Val di Sole in occasione dell’incontro con gli assessori provinciali Giulia Zanotelli e Mario Tonina. «Finalmente sembra che le amministrazioni della Val di Sole siano unite su qualcosa anche se mi è piaciuto meno che il fatto che considerino l’acqua come un bene di loro proprietà – commenta Scaramella -.

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Come non mi è piaciuto l’atteggiamento degli assessori: non si può mettere sul piatto il depuratore della bassa valle o la metanizzazione che sono opere che la Provincia avrebbe già dovuto realizzare da tempo».

Ma per quanto riguarda l’oggetto della discussione cosa pensa l’attivista che fin dal 2008, con tanti altri cittadini e cittadine della Val di Sole, ha combattuto per difendere e tutelare il fiume Noce? «Gli aspetti da approfondire sono molti compresi quelli legati al deflusso minimo vitale – afferma -. Se la quantità di acqua che il Consorzio della Val di Non preleverebbe è quella indicata di 700 l/s e rimane quella, si parla di quantità che sono notevolmente inferiori a un prelievo effettuato da una qualsiasi centralina comunale. Certo che si andrebbe a incidere su un tratto di fiume che oggi è già sfruttato da impianti idroelettrici. È chiaro anche che si tratterebbe comunque di un’opera devastante per i lavori che comporterebbe. Come ho già avuto modo di ripetere, in Val di Non esiste il più grande bacino di acqua del Trentino e sarebbe meglio se attingessero da lì l’acqua per i meleti. Questa sarebbe comunque l’occasione chiudere in modo definitivo le questioni aperte e per discutere di una moratoria – aggiunge Scaramella tornando a un tema caro al Comitato -. Se la volontà è quella di realizzare l’opera e di portare l’acqua in Val di Non per i meleti, approfittiamo per chiedere con forza alla Provincia di emanare una legge che fermi lo sfruttamento idroelettrico in Val di Sole e che tenga bloccate le concessioni attuali in modo che non si possano chiedere dei futuri aumenti di portata. Ribadisco questo sempre se i quantitativi di acqua prelevata rimangono quelli lì visto che è stata avanzata anche la proposta di realizzare una centralina. Mi pare strano infatti – conclude Scaramella - che con i quantitativi di acqua di cui si parla non sia possibile realizzare una centralina che sia sostenibile dal punto di vista economico. Il rischio è che si voglia aumentare la portata e allora casca tutto il discorso. Se fosse così divento assolutamente negativo». 



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