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Rafting, due solandre sul tetto del mondo

sab 03 lug 2021 16:07 • By: Lorena Stablum

Francesca Leonardi e Martina Bonomi sono campionesse assolute ai mondiali francesi

Nell'immagine la premiazione della gara di slalom a L'Argentière-la-Bessée.

VAL DI SOLE. Impegno, tecnica e la giusta grinta. Sono le molle che hanno portato Francesca Leonardi e Martina Bonomi sul tetto del mondo del rafting agonistico. Le due solandre, una di Caldes e l’altra di Mezzana, insieme alle due compagne altoatesine del team “Italia 2” Christa Gruber e Miriam Waldboth, si sono aggiudicate la maglia iridata assoluta ai Campionati del Mondo di Rafting, che si è chiuso oggi a l’Argentiere La Bessèe, in Francia e che ha visto il predominio assoluto di un’Italia in grandissimo spolvero sia nelle gare femminili che maschili.

Partite da non favorite, le ragazze del team “Italia 2” hanno mostrato fin dalla prima discesa in gommone di che pasta erano fatte ottenendo un secondo posto, a soli 7" di distacco dalle valdostane del team “Italia 2”, nella discesa classica di mercoledì, poi, suggellato, da una splendida vittoria nello slalom chiudendo prima delle connazionali.

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Oggi, con un’altra vittoria nella gara più difficile e avvincente, quella dell'RX, una sorta di parallelo a eliminazioni che nell’ultima discesa si sono contese con le colleghe italiane, le atlete della Val di Sole si mettono al collo la medaglia più preziosa e importante, dimostrando ancora una volta come la tenacia e la determinazione possano fare la differenza: 1.59.71 il tempo dell’equipaggio azzurro che si impone su “Italia 1”, che al traguardo ferma il cronometro sul 2.08.67.

“Sono state eccezionali”. Esulta Ivano Bonomi, il papà di Martina, che ha seguito le competizioni da Mezzana. È stato proprio lui a mettere sua figlia in acqua fin da bambina. “Hanno eseguito due gare in modo splendido e oggi sono state impeccabili – continua ancora -. Hanno affrontato la discesa all’unisono ed eseguito dei passaggi che solo con la canoa si possono riuscire a fare. Hanno vinto d’imperio. La squadra c’era. Sono felicissimo perché sono partite da non favorite, cosa invece che erano le valdostane che correvano con un team consolidato e che si allena insieme. Francesca e Martina, invece, gareggiavano con due ragazze altoatesine e sono arrivate ai mondiali solo dopo tre o quattro gare di qualificazione. In poco tempo, però, sono riuscite a trovare la giusta sintonia e sono arrivate al mondiale belle cariche”. 



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